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Horizon Europe: i messaggi di APRE in risposta alla proposta della Commissione

In seguito alla presentazione della proposta della Commissione europea per Horizon Europe, il Programma Quadro di R&I 2021-2027, APRE  ha diffuso e posto all’attenzione dei co-legislatori – Parlamento Europeo e Consiglio – una prima serie di raccomandazioni, in linea con il documento di posizione pubblicato lo scorso febbraio. 

Versione in inglese: HorizonEurope_APRE_Messages
Versione in italiano: HorizonEurope_APRE_Messaggi

Nel complesso, APRE accoglie favorevolmente la proposta della Commissione per Horizon Europe, sottolineando in particolare alcuni elementi positivi, tra cui: l’allineamento della struttura e degli obiettivi del programma alle priorità politiche globali; l’articolazione del pilastro 2 “Global Challenges and Industrial Competitiveness” in cluster inter-disciplinari e intersettoriali; l’approccio sistemico alle sinergie e alla complementarietà con gli altri programmi di finanziamento dell’Unione; la forte continuità con Horizon 2020 in tema di regole di partecipazione e disseminazione e gli ulteriori sforzi in tema di semplificazione.

I messaggi di APRE invitano inoltre Parlamento e Consiglio a considerare con attenzione una serie di elementi contenuti nella proposta e a valutare modifiche migliorative.

In particolare, APRE chiede ai co-legislatori: l’aumento del bilancio complessivo del programma ad almeno 120 miliardi; un momento di approfondimento e riflessione che porti a riconsiderare la ripartizione interna del bilancio; di prestare grande attenzione al processo di pianificazione strategica (strategic planning) e l’impegno per una maggiore definizione dei testi legislativi; di prestare massima attenzione al processo di revisione e razionalizzazione dei partenariati  e di farsi promotori di una maggiore definizione dei criteri di selezione delle missioni di R&I; la reintroduzione di uno schema di finanziamento dedicato alle PMI innovative, sul modello dello Strumento PMI di Horizon 2020.

Preparing FP9: studio del Parlamento

Il Parlamento europeo ha pubblicato lo studio ‘Preparing FP9 – Designing the successor to the Horizon 2020 research and innovation framework programme’. La relazione – partendo dai risultati delle valutazioni dei precedenti programmi quadro – illustra i principali studi che stanno contribuendo alla preparazione di FP9 e si sofferma poi sulle novità attese (European Innovation Council e approccio mission-oriented).

Lo studio offre inoltre un’analisi delle posizioni degli stakeholders su dieci temi chiave:

• la dotazione finanziaria per la ricerca e l’innovazione nel prossimo Quadro Finanziario Pluriennale (MFF), con proposte che variano da 120 a 160 miliardi di euro;
• il giusto equilibrio tra due principi in conflitto tra loro: eccellenza e coesione;
• il valore aggiunto europeo e il necessario equilibrio tra progetti collaborativi e strumenti mono-beneficiari,
• la necessità di razionalizzazione e semplificazione per rendere più semplice l’accesso al programma;
• il ruolo degli Stati membri nella governance e nell’implementazione di FP9;
• le due principali novità: lo European Innovation Council e l’approccio mission-oriented;
• il ruolo dei cittadini nell’ambito della co-progettazione del programma;
• le interazioni tra ricerca, innovazione e istruzione superiore;
• il ruolo della cooperazione internazionale per aumentare la partecipazione;
• il programma di ricerca sulla difesa.

I principali motivi di dibattito attorno alla preparazione di FP9 – è la conclusione della relazione – sono dovuti al fatto che il programma quadro è considerato lo strumento europeo per colmare – al tempo stesso – due lacune di diverso tipo:
a) il divario «esterno» in materia di ricerca e innovazione tra l’UE nel suo insieme e i suoi principali concorrenti sulla scena globale;
b) il divario in materia di ricerca e innovazione «interno» all’UE, tra i paesi e le regioni più avanzati e quelli che restano innovatori modesti.

Lo studio completo è disponibile qui.

FONTE: europarl.europa.eu – czelo.cz

APRE al Parlamento Europeo: confronto con gli eurodeputati italiani su FP9

Si è tenuto mercoledì 21 marzo, presso il Parlamento Europeo a Bruxelles, l’incontro “L’Italia e la ricerca europea – Gli europarlamentari italiani a confronto sul prossimo Programma Quadro di R&I”. L’incontro è stato organizzato dall’APRE, l’Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea, in collaborazione con gli eurodeputati italiani della Commissione ITRE e la Rappresentanza Italiana presso l’Unione Europea (scarica qui l’agenda dell’incontro).

Il dialogo è stato l’occasione per agevolare uno scambio di vedute – da una prospettiva italiana – sul futuro della ricerca e dell’innovazione europee e sui contenuti del Programma Quadro di R&I post-2020 (FP9), in vista della proposta formale che la Commissione Europea presenterà a giugno – subito dopo la proposta sul Quadro Finanziario Pluriennale, il bilancio di lungo termine dell’UE 2021-2027 – e del processo legislativo che ne seguirà.

Il dialogo ha avuto come spunto di riflessione il documento di posizione sul prossimo programma quadro che APRE ha pubblicato a febbraio, e che riflette il punto di vista della grande maggioranza degli stakeholders italiani attivi nella ricerca e nell’innovazione.

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Il Parlamento Europeo: almeno 120 miliardi per FP9

Il Parlamento europeo ha approvato, il 14 marzo scorso, le due risoluzioni che illustrano la propria posizione negoziale sul prossimo Quadro Finanziario Pluriennale (MFF 2021-2027). Le due risoluzioni – The next MFF: Preparing the Parliament’s position on the MFF post-2020 Reform of the European Union’s system of own resources – rappresentano il contributo degli eurodeputati alle proposte legislative che la Commissione Europea si appresta a presentare a inizio maggio.

 Il Multiannual Financial Framework è, come noto, il bilancio di lungo termine dell’UE, lo strumento di programmazione politica e finanziaria dell’Unione che contiene gli orientamenti generali per tutti i grandi capitoli di spesa (politica agricola, politica di coesione, competitività, cooperazione internazionale, ecc.) – di cui il programma quadro è uno dei capitoli più rilevanti.

Gli eurodeputati chiedono che il prossimo bilancio sia all’altezza del progetto politico e della strategia futura dell’Unione, per poter continuare a sostenere i settori esistenti (le politiche di coesione e agricoltura), oltre a fornire finanziamenti adeguati per affrontare le nuove sfide (sicurezza, difesa o migrazione).

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