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Bilancio UE 2021-2027: la Commissione propone 100 Miliardi per FP9 (Horizon Europe)

La Commissione Europea ha presentato mercoledì 2 maggio la propria proposta per il Quadro Finanziario Pluriennale 2021-2027: «un bilancio moderno al servizio di un’Unione che protegge, dà forza e difende».

La Commissione propone nel complesso un bilancio a lungo termine di 1279,4 miliardi di euro in termini di impegni (espressi in prezzi correnti, presupponendo un’inflazione annua del 2%), pari all’1,11 % del reddito nazionale lordo dell’UE-27 (RNL). 

In materia di ricerca e innovazione, la Commissione – stando a quanto riportato dal factsheet rilasciato – propone una dotazione finanziaria complessiva di 114,8 miliardi di euro. Questa cifra però – sottolinea Science Business – non tiene conto di altre voci di spesa riservate ad attività di R&I.

FP9 – Horizon Europe, 97.6 miliardi di euroHorizon Europe è il nome scelto dal Commissario Moedas per il prossimo programma quadro di R&I. Nel bilancio del programma sono compresi 3,5 miliardi dedicati alla finestra innovazione del nuovo fondo unico per gli investimenti strategici InvestEU (v. oltre) e 10 miliardi destinati a ricerca e sviluppo in prodotti alimentari, agricoltura, sviluppo rurale e bio-economia (voci non incluse nel bilancio di Horizon 2020).

Euratom, 2.4 miliardi di euro – Il programma europeo di ricerca e formazione in materia di energia nucleare.

• ITER, 6.1 miliardi di euro –  il progetto internazionale per la realizzazione di un reattore a fusione nucleare di tipo sperimentale (l’UE è parte del consorzio).

• Digital Europe Programme, 9.2 miliardi di euro – Il nuovo programma europeo sul digitale. Alla cifra vanno sommati i 3 miliardi del programma Connecting Europe Facility, parte digitale. 

• InvestEU, 15.2 miliardi di euro di euro – Il nuovo fondo europeo per gli investimenti strategici (solo una parte dei 15.2 miliardi saranno dedicati a ricerca e innovazione). 

Fondo Europeo di Difesa (parte Ricerca), 4,1 miliardi di euro – La finestra ricerca del nuovo fondo europeo per la difesa (13 miliardi nel suo complesso).

Per approfondire

• Il comunicato stampa della Commissione Europea
• La comunicazione della Commissione e l’allegato con la descrizione dettagliata i singoli programmi
• La proposta legislativa della Commissione per il regolamento del Consiglio che stabilisce il Quadro Finanziario Pluriennale 2021-2027 e l’allegato con le cifre dei singoli capitoli di spesa
• Il factsheet EU Budget for the future
• Il factsheet EU Budget for the future – Research and Innovation

Il Parlamento Europeo: almeno 120 miliardi per FP9

Il Parlamento europeo ha approvato, il 14 marzo scorso, le due risoluzioni che illustrano la propria posizione negoziale sul prossimo Quadro Finanziario Pluriennale (MFF 2021-2027). Le due risoluzioni – The next MFF: Preparing the Parliament’s position on the MFF post-2020 Reform of the European Union’s system of own resources – rappresentano il contributo degli eurodeputati alle proposte legislative che la Commissione Europea si appresta a presentare a inizio maggio.

 Il Multiannual Financial Framework è, come noto, il bilancio di lungo termine dell’UE, lo strumento di programmazione politica e finanziaria dell’Unione che contiene gli orientamenti generali per tutti i grandi capitoli di spesa (politica agricola, politica di coesione, competitività, cooperazione internazionale, ecc.) – di cui il programma quadro è uno dei capitoli più rilevanti.

Gli eurodeputati chiedono che il prossimo bilancio sia all’altezza del progetto politico e della strategia futura dell’Unione, per poter continuare a sostenere i settori esistenti (le politiche di coesione e agricoltura), oltre a fornire finanziamenti adeguati per affrontare le nuove sfide (sicurezza, difesa o migrazione).

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FP9 : APRIAMO IL DIBATTITO

Nel numero di novembre 2016 di APREmagazine, il Presidente Damiani ha avviato una rubrica sul prossimo Programma Quadro, cominciando a solleticare la curiosità di quanti ancora non pensavano al futuro dei programmi di ricerca e innovazione in Europa e offrendo gli elementi per comprendere un panorama in cui si cominciavano ad affacciare i primi dibattiti e i primi studi e conoscere le tappe che delineeranno il percorso verso il successivo programma quadro .

FP9 : APRIAMO IL DIBATTITO

di Alessandro Damiani, Presidente APRE

Il conto alla rovescia è cominciato. I servizi della Commissione hanno  avviato il processo di preparazione che porterà, entro poco più di un anno, a definire la proposta per il prossimo Programma Quadro della ricerca europea – chiamiamolo provvisoriamente FP9, il nono Framework Programme – su cui poi il Parlamento Europeo e il Consiglio dei Ministri dell’UE delibereranno nel corso dei due anni successivi.
Allineato con il ciclo pluriennale della programmazione politica e finanziaria dell’Unione, FP9 è destinato a coprire i sette anni dal 2021 al 2027. Dal 1984, quando fu varata la sua prima edizione, il Programma Quadro è andato crescendo in valore assoluto e relativo, fino all’attuale Horizon 2020, che con i suoi circa 80 miliardi di euro rappresenta grosso modo l’8% delle risorse complessive dell’UE: la voce di bilancio di gran lunga più pesante tra quelle i cui fondi vengono erogati direttamente da Bruxelles in maniera competitiva ai beneficiari finali, anziché attraverso le autorità dei paesi membri.
E insieme al bilancio è andata aumentando l’incidenza del Programma Quadro sui sistemi di ricerca, sulle economie e sulle società del continente europeo. Specie dall’inizio della grande crisi economica, in presenza di una stagnazione degli investimenti nazionali in Ricerca e Sviluppo (nei 28 paesi UE la quota di PIL destinata alla ricerca è ferma da oltre un decennio intorno al 2%), il peso specifico della ricerca finanziata da Bruxelles è cresciuto
considerevolmente.
Certo, in un mondo globalizzato e sempre più multipolare – dove i  più agguerriti tra i vecchi protagonisti mantengono o migliorano le loro posizioni nell’economia mondiale della conoscenza, mentre i nuovi continuano ad avanzare con successo lungo la scala della competenza e del valore aggiunto – l’Europa ha più che mai bisogno di incrementare e di rendere più efficaci i suoi investimenti in scienza, tecnologia e innovazione: per rimanere competitiva, per preservare e diffondere il suo livello di benessere e il suo modello di società, per affrontare efficacemente le sfide economiche, ambientali e sociali che si trova di fronte. Continua la lettura di FP9 : APRIAMO IL DIBATTITO