Verso FP9: Comunicazione della Commissione

L’11 gennaio, la Commissione Europea ha pubblicato la comunicazione sulla valutazione intermedia di Horizon 2020, che delinea i punti di vista su come sfruttare al massimo l’impatto del prossimo Programma Quadro per la ricerca e l’innovazione (FP9).

La comunicazione riassume i principali risultati della valutazione intermedia di Horizon 2020, in settori quali la cooperazione internazionale, le sinergie con altri programmi e politiche dell’UE, gli sforzi continui per semplificare il panorama di sostegno alla ricerca e all’innovazione europee. I possibili miglioramenti e orientamenti per il futuro riflettono sostanzialente le raccomandazioni del rapporto del Gruppo di Alto Livello presieduto da Pascal Lamy.

Tra le modalità per aumentare l’impatto del Programma Quadro, la Commissione fa riferimento esplicito all’approccio mission-oriented, che mira alla risoluzione di problematiche specifiche entro un determinato lasso temporale. Altri messaggi chiave della comunicazione includono la necessità di aumentare il coinvolgimento reale dei cittadini e il sostegno a innovazioni di tipo radicale. I legami concreti con altri programmi di finanziamento dell’UE dovrebbero essere approfonditi e l’Open Science rafforzata.

Tenendo conto delle lezioni ricavate e delle indicazioni per il futuro fornite nella comunicazione, la Commissione dovrebbe presentare entro la metà del 2018 le proposte legislative per FP9.

Consultazioni pubbliche sul bilancio UE post-2020

Come anticipato a settembre scorso dal presidente Juncker nel suo discorso annuale sullo stato dell’Unione Europea, la Commissione presenterà a maggio 2018 la proposta per il prossimo bilancio a lungo termine dell’UE, il quadro finanziario pluriennale (QFP) per il periodo successivo al 2020.

In vista di tale scadenza, lo scorso 11 gennaio la Commissione ha aperto una serie di consultazioni pubbliche sulle priorità dell’UE che dovrebbero riflettersi nel QFP post-2020. Ciò fa seguito alla pubblicazione il 28 giugno 2017 del documento di riflessione della Commissione sul futuro delle finanze dell’UE e il 1° marzo 2017 del Libro bianco sul futuro dell’Europa della Commissione, in cui si incoraggiavano tutti i cittadini a partecipare al dibattito sulle principali decisioni che incidono sul nostro futuro comune.

I cittadini hanno tempo fino all’8 marzo per dire in quali ambiti secondo loro l’UE ha il maggiore valore aggiunto e dove dovrebbe concentrare il proprio potere d’investimento per massimizzare l’impatto di ogni euro investito. Una delle consultazioni invita i cittadini a dire la loro sui finanziamenti europei nel settore della ricerca, dell’innovazione, delle PMI e del mercato unico (area nella quale ricade il Programma Quadro di R&I). 

L’esito delle consultazioni alimenterà la riflessione in corso sul prossimo QFP insieme alle proposte e alle idee già espresse dagli Stati membri, dagli enti locali e dalle parti interessate private.

Fonte: https://ec.europa.eu/italy

Verso il 9° Programma Quadro di Ricerca e Innovazione. Prospettive dall’evento del 12 dicembre

Sono partiti i preparativi per la transizione da Horizon 2020  al suo successore, il 9° Programma Quadro-FP9

Per stimolare la partecipazione nazionale a questo processo, si è svolto  il 12 dicembre a Roma, presso la sede del Consiglio Nazionale delle Ricerche-CNR, l’evento Verso il 9° Programma Quadro di Ricerca e Innovazione – FP9. L’Italia e la sfida europea. L’incontro è stato organizzato da APRE e dal MIUR, in collaborazione con il CNR.

I diversi tavoli di discussione hanno messo in dialogo i punti di vista di rappresentanti istituzionali, esponenti degli enti pubblici di ricerca, esperti di politiche della ricerca e dell’innovazione. Gli intervenuti hanno indicato criticità e punti di forza della partecipazione italiana ai programmi quadro, segnalato discontinuità e opportunità dal nuovo strumento finanziario, dibattuto sui modi in cui contribuire all’elaborazione di FP9.

La grande sfida del Nono programma quadro europeo per la ricerca e l’innovazione (FP9) sarà la sostenibilità, ha spiegato Kurt Vandenberghe della Dg Ricerca e Innovazione della Commissione Ue. Continua la lettura di Verso il 9° Programma Quadro di Ricerca e Innovazione. Prospettive dall’evento del 12 dicembre

Conclusioni del Consiglio UE “Verso FP9”

Venerdì 1 Dicembre, Il Consiglio dell’UE ha adottato le proprie conclusioni sulla valutazione intermedia di Horizon 2020, in vista del prossimo Programma Quadro: From the interim evaluation of Horizon 2020 towards the ninth Framework Programme.

Nel documento di conclusioni, tra le altre cose, i ministri europei hanno riconosciuto che il basso tasso di successo di Horizon 2020 (11,6%, rispetto al 18,5% di FP7) sta contribuendo a diminuire l’attrattiva della ricerca europea.  La Commissione, è l’invito che viene dai 27,  dovrebbe trovare – in vista di FP9 – soluzioni nuove per dare un ordine all’enorme mole di domande presentate: specificando più chiaramente – nelle calls for proposals – l’impatto atteso dei progetti; fornendo feedback migliori ai proponenti; utilizzando un processo di domanda in due fasi (dove possibile); o, ancora, sperimentando altri metodi per rendere più semplice il processo di valutazione.

Il Consiglio, inoltre, pare al momento cauto sul nuovo approccio mission-oriented proposto a più riprese dal Commissario Moedas:  obiettivi troppo ambiziosi, notano i ministri, comporterebbero un «alto rischio di fallimento». Come riporta Science Business, Moedas si è rivolto all’economista Mariana Mazzucato, direttrice dell’Institute for Innovation and Public Purpose alla University College di Londra, per persuadere i governi europei dell’efficacia di un approccio mission-oriented per il finanziamento pubblico all’innovazione, approccio che Mazzucato ha presentato ai ministri venerdì stesso, a margine del Consiglio.

Documento di posizionamento del GIURI su FP9

È stato diffuso lunedì 20 novembre il documento di posizionamento del GIURI sul futuro Programma Quadro (FP9). Il documento è stato elaborato nell’ambito della Task Force istituita lo scorso ottobre, a cui APRE ha preso parte tramite il Liaison Office di Bruxelles. Il GIURI intende ricoprire un ruolo attivo e contribuire concretamente alla definizione degli orientamenti che indirizzeranno le scelte relative al periodo di programmazione post-2020, nella convinzione che le politiche europee in materia di R&I e i relativi strumenti costituiscono una componente fondamentale degli interventi volti a favorire la crescita e l’occupazione in Europa.

Partendo da un’analisi delle raccomandazioni formulate nel Rapporto LAB-FAB-APP: investire nel futuro che vogliamo dello scorso luglio, il GIURI ha espresso alcune riflessioni iniziali sui temi di natura strategica attualmente in discussione in sede europea, come, ad esempio: l’architettura del prossimo Programma Quadro e l’equilibrio tra le componenti ricerca e innovazione, il ruolo della ricerca collaborativa, la definizione delle cd. “missions” che potrebbero sostituire le attuali sfide della società.

Documento: GIURI Position paper FP9_20-11-2017

* Il GIURI è un gruppo informale composto dagli uffici di contatto e di rappresentanza italiani con sede a Bruxelles, che rappresentano gli interessi degli stakeholders nazionali nei settori della Ricerca e dell’Innovazione.

EIC in FP9: prime raccomandazioni dal Gruppo degli Innovatori

Lunedì 20 novembre, dopo mesi di attente riflessioni, il Gruppo indipendente di Innovatori ad Alto Livello ha presentato le prime raccomandazioni per il futuro Consiglio Europeo per l’Innovazione (EIC) nel nuovo Programma Quadro.
Il nuovo EIC, è l’opinione del gruppo degli innovatori, dovrebbe mirare a sostenere innovazioni radicali a beneficio dell’intera società, rispondendo alle esigenze degli innovatori provenienti da tutta Europa. Il gruppo (che include innovatori, imprenditori e venture capitalist di successo provenienti da tutta Europa) raccomanda di raggruppare tutti gli schemi di finanziamento dell’UE in uno strumento unico che abbia come scopo il supporto finanziario all’innovazione, facendosi carico di introdurre eccellenza, flessibilità e agilità negli ecosistemi europei dell’innovazione (ad esempio, per combinare le sovvenzioni a fondo perdute – grants – con investimenti di capitale di rischio).

Scarica qui il documento integrale

Background – Lanciato lo scorso gennaio, il Gruppo di Innovatori di Alto Livello ha il compito di fornire orientamenti alla Commissione Europea durante la fase di progettazione del Consiglio Europeo per l’Innovazione nel nuovo Programma Quadro post-2020. La creazione di un Consiglio Europeo per l’Innovazione è parte della strategia Start-up – Scale-up della Commissione ed è una delle raccomandazioni principali contenute nel rapporto “Lab, Fab, App” (cd. rapporto Lamy).  La Commissione ha inoltre appena avviato, nell’ambito di Horizon 2020, la fase pilota del nuovo EIC (2,7 miliardi di euro per il triennio 2018-20). Come si accennava, le raccomandazioni del gruppo si concentreranno sulla preparazione della proposta che la Commissione presenterà per il nuovo Programma Quadro.

Verso FP9. L’Italia e la sfida europea

Il prossimo 12 dicembre a Roma si terrà l’evento pubblico “Verso il 9° Programma Quadro di Ricerca e Innovazione. L’Italia e la sfida europea”.

I prossimi mesi saranno cruciali per gli stakeholder del sistema di Ricerca e Innovazione italiano: dobbiamo prepararci a rispondere in tempi e modalità estremamente stringenti alle prossime proposte che la Commissione europea metterà sul tavolo riguardo il futuro FP9.
Grandi opportunità, ma anche grandi sfide per l’ecosistema italiano in cui soggetti con visioni, culture e aspettative diverse convivono e sono chiamati a cooperare.

APRE, fedele alla sua mission di soggetto aggregatore di attori nazionali raccoglie la sfida e dà il via a un percorso di confronto e lavoro collaborativo verso FP9, con l’obiettivo di contribuire a raccogliere e trasferire visioni e istanze italiane ai soggetti istituzionali di riferimento che saranno poi chiamati a difendere le posizioni nazionali su FP9.

Con i lavori del 12 dicembre, intendiamo avviare un dibattito aperto ed informale per far emergere elementi che concorrano a:

  • Affermare la necessità di un 9° Programma Quadro ambizioso, equilibrato, inclusivo ed efficace, con una dotazione finanziaria all’altezza delle sfide future;
  • Dare voce all’impegno e alle aspettative dei protagonisti della ricerca e dell’innovazione italiane in vista del prossimo Programma Quadro;
  • Favorire lo scambio di vedute e la convergenza tra le posizioni italiane ed europee in questa fase che precede la formulazione della proposta da parte della Commissione europea.

Per maggiori informazioni sul programma della giornata e sulle modalità di registrazione:

http://www.apre.it/eventi/2017/ii-semestre/verso-il-9-programma-quadro-di-ricerca-e-innovazione/

Abstract Technology Background

EARTO: verso un sistema di lump-sum in FP9

L’Associazione Europea delle Organizzazioni di Ricerca e Tecnologia (EARTO) ha riassunto in un documento la propria posizione sulle modalità di finanziamento e di rimborso dei costi nell’ambito dei progetti europei finanziati dai Programmi Quadro di R&I.
Il documento – pubblicato lo scorso settembre – s’inserisce a pieno titolo nel dibattito sul prossimo Programma Quadro: EARTO accoglie positivamente gli sforzi della Commissione Europea per una maggiore semplificazione amministrativa e, allo stesso tempo, fornisce dei suggerimenti sulla sperimentazione di un sistema di finanziamento su base forfettaria (lump-sum) che i servizi della Commissione stanno portando avanti.
Prima che qualsiasi nuovo sistema di rimborso dei costi possa essere considerato una reale semplificazione, avverte EARTO, sarebbe utile prendersi il tempo per una reale sperimentazione. Se le conclusioni in merito ai due topic-call basati sul sistema di lump-sum (previsti nel Programma di Lavoro 2018-2020) saranno positive, il passo successivo dovrebbe essere, ad esempio, quello di estendere la sperimentazione a dieci topic-call nel primo Programma di Lavoro di FP9.
Il lancio di un sistema di finanziamento su base forfettaria per le azioni di tipo mono-beneficiario, sottolinea EARTO, può risultare più facile che per progetti collaborativi. Durante la fase di sperimentazione del sistema di lump-sum si dovrebbe, infine, tener conto dei seguenti aspetti:
• L’importanza fondamentale di un rapporto di fiducia tra le parti;
• la complessità del trasferimento tecnologico;
• l’incertezza del risultato di un progetto di ricerca;
• La flessibilità necessaria per adeguare il piano progettuale durante il progetto in base ai risultati della ricerca in modo da poter portare avanti le attività progettuali.

Per saperne di più: http://www.earto.eu/fileadmin/content/03_Publications/EARTO_Inputs_-_Towards_Lump-Sums_within_FP9_-_final.pdf