Conclusioni del Consiglio UE “Verso FP9”

Venerdì 1 Dicembre, Il Consiglio dell’UE ha adottato le proprie conclusioni sulla valutazione intermedia di Horizon 2020, in vista del prossimo Programma Quadro: From the interim evaluation of Horizon 2020 towards the ninth Framework Programme.

Nel documento di conclusioni, tra le altre cose, i ministri europei hanno riconosciuto che il basso tasso di successo di Horizon 2020 (11,6%, rispetto al 18,5% di FP7) sta contribuendo a diminuire l’attrattiva della ricerca europea.  La Commissione, è l’invito che viene dai 27,  dovrebbe trovare – in vista di FP9 – soluzioni nuove per dare un ordine all’enorme mole di domande presentate: specificando più chiaramente – nelle calls for proposals – l’impatto atteso dei progetti; fornendo feedback migliori ai proponenti; utilizzando un processo di domanda in due fasi (dove possibile); o, ancora, sperimentando altri metodi per rendere più semplice il processo di valutazione.

Il Consiglio, inoltre, pare al momento cauto sul nuovo approccio mission-oriented proposto a più riprese dal Commissario Moedas:  obiettivi troppo ambiziosi, notano i ministri, comporterebbero un «alto rischio di fallimento». Come riporta Science Business, Moedas si è rivolto all’economista Mariana Mazzucato, direttrice dell’Institute for Innovation and Public Purpose alla University College di Londra, per persuadere i governi europei dell’efficacia di un approccio mission-oriented per il finanziamento pubblico all’innovazione, approccio che Mazzucato ha presentato ai ministri venerdì stesso, a margine del Consiglio.

Documento di posizionamento del GIURI su FP9

È stato diffuso lunedì 20 novembre il documento di posizionamento del GIURI sul futuro Programma Quadro (FP9). Il documento è stato elaborato nell’ambito della Task Force istituita lo scorso ottobre, a cui APRE ha preso parte tramite il Liaison Office di Bruxelles. Il GIURI intende ricoprire un ruolo attivo e contribuire concretamente alla definizione degli orientamenti che indirizzeranno le scelte relative al periodo di programmazione post-2020, nella convinzione che le politiche europee in materia di R&I e i relativi strumenti costituiscono una componente fondamentale degli interventi volti a favorire la crescita e l’occupazione in Europa.

Partendo da un’analisi delle raccomandazioni formulate nel Rapporto LAB-FAB-APP: investire nel futuro che vogliamo dello scorso luglio, il GIURI ha espresso alcune riflessioni iniziali sui temi di natura strategica attualmente in discussione in sede europea, come, ad esempio: l’architettura del prossimo Programma Quadro e l’equilibrio tra le componenti ricerca e innovazione, il ruolo della ricerca collaborativa, la definizione delle cd. “missions” che potrebbero sostituire le attuali sfide della società.

Documento: GIURI Position paper FP9_20-11-2017

* Il GIURI è un gruppo informale composto dagli uffici di contatto e di rappresentanza italiani con sede a Bruxelles, che rappresentano gli interessi degli stakeholders nazionali nei settori della Ricerca e dell’Innovazione.

EIC in FP9: prime raccomandazioni dal Gruppo degli Innovatori

Lunedì 20 novembre, dopo mesi di attente riflessioni, il Gruppo indipendente di Innovatori ad Alto Livello ha presentato le prime raccomandazioni per il futuro Consiglio Europeo per l’Innovazione (EIC) nel nuovo Programma Quadro.
Il nuovo EIC, è l’opinione del gruppo degli innovatori, dovrebbe mirare a sostenere innovazioni radicali a beneficio dell’intera società, rispondendo alle esigenze degli innovatori provenienti da tutta Europa. Il gruppo (che include innovatori, imprenditori e venture capitalist di successo provenienti da tutta Europa) raccomanda di raggruppare tutti gli schemi di finanziamento dell’UE in uno strumento unico che abbia come scopo il supporto finanziario all’innovazione, facendosi carico di introdurre eccellenza, flessibilità e agilità negli ecosistemi europei dell’innovazione (ad esempio, per combinare le sovvenzioni a fondo perdute – grants – con investimenti di capitale di rischio).

Scarica qui il documento integrale

Background – Lanciato lo scorso gennaio, il Gruppo di Innovatori di Alto Livello ha il compito di fornire orientamenti alla Commissione Europea durante la fase di progettazione del Consiglio Europeo per l’Innovazione nel nuovo Programma Quadro post-2020. La creazione di un Consiglio Europeo per l’Innovazione è parte della strategia Start-up – Scale-up della Commissione ed è una delle raccomandazioni principali contenute nel rapporto “Lab, Fab, App” (cd. rapporto Lamy).  La Commissione ha inoltre appena avviato, nell’ambito di Horizon 2020, la fase pilota del nuovo EIC (2,7 miliardi di euro per il triennio 2018-20). Come si accennava, le raccomandazioni del gruppo si concentreranno sulla preparazione della proposta che la Commissione presenterà per il nuovo Programma Quadro.

Verso FP9. L’Italia e la sfida europea

Il prossimo 12 dicembre a Roma si terrà l’evento pubblico “Verso il 9° Programma Quadro di Ricerca e Innovazione. L’Italia e la sfida europea”.

I prossimi mesi saranno cruciali per gli stakeholder del sistema di Ricerca e Innovazione italiano: dobbiamo prepararci a rispondere in tempi e modalità estremamente stringenti alle prossime proposte che la Commissione europea metterà sul tavolo riguardo il futuro FP9.
Grandi opportunità, ma anche grandi sfide per l’ecosistema italiano in cui soggetti con visioni, culture e aspettative diverse convivono e sono chiamati a cooperare.

APRE, fedele alla sua mission di soggetto aggregatore di attori nazionali raccoglie la sfida e dà il via a un percorso di confronto e lavoro collaborativo verso FP9, con l’obiettivo di contribuire a raccogliere e trasferire visioni e istanze italiane ai soggetti istituzionali di riferimento che saranno poi chiamati a difendere le posizioni nazionali su FP9.

Con i lavori del 12 dicembre, intendiamo avviare un dibattito aperto ed informale per far emergere elementi che concorrano a:

  • Affermare la necessità di un 9° Programma Quadro ambizioso, equilibrato, inclusivo ed efficace, con una dotazione finanziaria all’altezza delle sfide future;
  • Dare voce all’impegno e alle aspettative dei protagonisti della ricerca e dell’innovazione italiane in vista del prossimo Programma Quadro;
  • Favorire lo scambio di vedute e la convergenza tra le posizioni italiane ed europee in questa fase che precede la formulazione della proposta da parte della Commissione europea.

Per maggiori informazioni sul programma della giornata e sulle modalità di registrazione:

http://www.apre.it/eventi/2017/ii-semestre/verso-il-9-programma-quadro-di-ricerca-e-innovazione/

Abstract Technology Background

EARTO: verso un sistema di lump-sum in FP9

L’Associazione Europea delle Organizzazioni di Ricerca e Tecnologia (EARTO) ha riassunto in un documento la propria posizione sulle modalità di finanziamento e di rimborso dei costi nell’ambito dei progetti europei finanziati dai Programmi Quadro di R&I.
Il documento – pubblicato lo scorso settembre – s’inserisce a pieno titolo nel dibattito sul prossimo Programma Quadro: EARTO accoglie positivamente gli sforzi della Commissione Europea per una maggiore semplificazione amministrativa e, allo stesso tempo, fornisce dei suggerimenti sulla sperimentazione di un sistema di finanziamento su base forfettaria (lump-sum) che i servizi della Commissione stanno portando avanti.
Prima che qualsiasi nuovo sistema di rimborso dei costi possa essere considerato una reale semplificazione, avverte EARTO, sarebbe utile prendersi il tempo per una reale sperimentazione. Se le conclusioni in merito ai due topic-call basati sul sistema di lump-sum (previsti nel Programma di Lavoro 2018-2020) saranno positive, il passo successivo dovrebbe essere, ad esempio, quello di estendere la sperimentazione a dieci topic-call nel primo Programma di Lavoro di FP9.
Il lancio di un sistema di finanziamento su base forfettaria per le azioni di tipo mono-beneficiario, sottolinea EARTO, può risultare più facile che per progetti collaborativi. Durante la fase di sperimentazione del sistema di lump-sum si dovrebbe, infine, tener conto dei seguenti aspetti:
• L’importanza fondamentale di un rapporto di fiducia tra le parti;
• la complessità del trasferimento tecnologico;
• l’incertezza del risultato di un progetto di ricerca;
• La flessibilità necessaria per adeguare il piano progettuale durante il progetto in base ai risultati della ricerca in modo da poter portare avanti le attività progettuali.

Per saperne di più: http://www.earto.eu/fileadmin/content/03_Publications/EARTO_Inputs_-_Towards_Lump-Sums_within_FP9_-_final.pdf

Il ruolo dell’industria in FP9

Il futuro Programma Quadro terrà presente che “imprese di diverse dimensioni si posizionano in modo differente all’interno degli ecosistemi di innovazione”?
FP9 si orienterà verso un “un concetto ampio e inclusivo di innovazione, sia dirompente che incrementale”?
Cosa si augura l’industria?

di Daniele Finocchiaro,
Presidente Gruppo Tecnico Ricerca e Sviluppo Confindustria

In questi ultimi mesi, parallelamente al processo di valutazione di metà percorso di Horizon 2020 che precede l’ultima tornata di bandi (2018-2020), procede con intensità il dibattito sul prossimo programma quadro europeo per la ricerca e l’innovazione, FP9. Le raccomandazioni prodotte dall’High Level Group guidato da Pascal Lamy rappresentano un primo significativo passo in termini di visione strategica per il futuro, a partire dal concetto fondamentale secondo cui solo un maggiore investimento pubblico e privato in R&l può favorire un effettivo impatto sulla società, consentendo all’Europa di restare al passo con la competizione globale.

Nel guardare al futuro è importante riconoscere a Horizon 2020 il merito di aver rappresentato una importante evoluzione rispetto ai precedenti programmi quadro della ricerca europea, introducendo approcci e strumenti innovativi. Risulta però altrettanto chiaro che non è ancora vinta la sfida posta alla base dell’impostazione di Horizon 2020: rendere l’Europa più competitiva rafforzando la capacità di tradurre i risultati della ricerca in prodotti e servizi innovativi che rispondano ai bisogni dei cittadini. Continua la lettura di Il ruolo dell’industria in FP9

Verso un Consiglio Europeo dell’Innovazione (EIC)

Cosa è l’EIC e quale la sua mission?
Quale è il contesto politico in cui nasce ? 
Quali sono i competitor  a cui l’Unione Europea ha guardato per  trarre ispirazione?
Potete scoprirlo leggendo l’articolo che segue.

 

di Antonio Carbone, APRE NCP PMI

Sono trascorsi più di due anni da quando, il 22 giugno 2015 il Commissario Moedas sottolineava che “l’Europa non è ancora dotata di un sistema di eccellenza mondiale per selezionare le migliori innovazioni, a differenza di quanto il Consiglio europeo della Ricerca riesce a sostenere per la ricerca di base”, per poi aggiungere “vorrei prendere in considerazione i vari regimi a sostegno dell’innovazione e delle PMI nell’ambito di Horizon 2020, confrontarli con le migliori pratiche attive a livello internazionale e creare un nuovo Consiglio europeo per l’Innovazione[1]. Queste frasi seguivano di poche settimane la pubblicazione del rapporto “Open innovation, Open science, Open to the world – A vision for Europe[2] e l’invito di Bruxelles a investire sulla “creatività” con un approccio aperto. Continua la lettura di Verso un Consiglio Europeo dell’Innovazione (EIC)

Al via la Piattaforma Europea di Stakeholder sui 17 SDG delle Nazioni Unite

Sono stati nominati dalla Commissione Europea, dopo un processo di selezione aperto, i trenta membri della Piattaforma di Stakeholder ad Alto Livello incaricata di approfondire, a livello europeo, i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (SDGs). La creazione della piattaforma va di pari passo con il dibattito in corso – a Bruxelles e non solo – sull’approccio mission-oriented che potrebbe essere adottato nell’ambito del prossimo Programma Quadro (FP9). La Piattaforma – che sarà presieduta dal primo vicepresidente della Commissione, Frans Timmermans – fornirà un importante contributo al documento di riflessione della Commissione “Towards a sustainable Europe by 2030”, la cui pubblicazione è prevista per il prossimo anno. I trenta esperti avranno anche il compito di fare il punto sui lavori in corso in materia di innovazione e di cambiamento climatico (a due anni dall’accordo di Parigi COP-21).

Per saperne di più: http://europa.eu/rapid/press-release_IP-17-3922_en.htm

Perché Obiettivo FP9

Con questa iniziativa APRE intende contribuire alla creazione di uno spazio riservato per la condivisione di notizie, informazioni, documentazione relative al processo di costruzione del nuovo Programma Quadro di Ricerca ed Innovazione della Commissione Europea, FP9.

L’idea alla base è quella di costruire uno spazio che permetta un’agevole condivisione e fruizione di tutte le informazioni – già disponibili o a venire – inerenti la fase di discussione preparatoria verso FP9.

Allo stato attuale del processo, molte voci (Stati membri, istituzioni, associazioni di categoria, opinion makers, rappresentanti della società civile, dell’accademica, della ricerca e dell’industria, etc.) si sono già levate, generando documenti di particolare rilevanza, che hanno aperto dibattiti sui vari aspetti del futuro programma. Il raccogliere, e rendere accessibile e fruibile in maniera semplice questa mole di informazioni costituisce già di per sé un valore non trascurabile, che non vogliamo però si esaurisca in questo.

A latere del suo obiettivo di informazione e aggiornamento, questo spazio vuole infatti agire da agorà in chiave moderna, diventando  un luogo di condivisione e confronto di idee sul tema FP9, contribuendo a fare accrescere la conoscenza sul processo in atto da parte della comunità italiana, al fine di reagire con prontezza e incisività, mostrandosi capace di indirizzare e veicolare eventuali dibattiti nel momento in cui la Commissione farà circolare le proprie posizioni.

di Marco Falzetti – Direttore APRE