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Horizon Europe: le posizioni di Parlamento e Consiglio UE

Il Parlamento europeo e il Consiglio dell’UE hanno approvato le proprie posizioni relative a Horizon Europe, il Programma Quadro UE per la R&I 2021-2027, rispondendo ufficialmente alla proposta della Commissione europea del giugno scorso e definendo così le rispettive posizioni in vista del negoziato inter-istituzionale.

Il 12 dicembre, il Parlamento europeo ha approvato in sessione plenaria, ad ampia maggioranza, le due relazioni – la prima sul regolamento (programma quadro e regole di partecipazione e diffusione; relatore: Dan Nica), l’altra sulla decisione (programma specifico; relatore: Christian Ehler) –, confermando in larghissima parte i contenuti del voto in Commissione ITRE del 21 novembre. I testi finali del Parlamento Europeo sono disponibili alle pagine seguenti: regolamento e decisione.

Il 30 novembre, invece, Il Consiglio dell’UE (Competitività) ha pubblicato l’Orientamento Generale Parziale (Partial General Approach) sul regolamento / programma quadro (esprimendo una posizione comune su una parte degli articoli del testo) e una relazione intermedia (Progress Report) sulla decisione / programma specifico. I documenti finali del Consiglio Competitività sono disponibili ai due link seguenti: Partial General Approach e Progress Report.

Cosa succede ora (prima delle elezioni europee)

I passaggi in Parlamento e Consiglio segnano una tappa importante nel processo di approvazione di Horizon Europe, chiudendo la prima fase del percorso legislativo (che si era aperta il 7 giugno scorso con la presentazione della proposta della Commissione europea). Le tre versioni di Horizon Europe ora sul tavolo (la proposta della Commissione, le relazioni del Parlamento, la reazione parziale del Consiglio), dovrebbero dar vita – da gennaio – al negoziato inter-istituzionale (o trilogo informale), per arrivare a un testo condiviso e ai contenuti definitivi del programma. Se è certo che l’adozione ufficiale di Horizon Europe – così come del Bilancio Pluriennale 2021-2027 – verrà rinviata a dopo le elezioni europee, l’obiettivo politico minimo delle istituzioni (Commissione e Parlamento in primo luogo) resta il raggiungimento di un accordo su ampie parti del programma prima della scadenza elettorale di maggio.

La posizione del Parlamento

Le relazioni del Parlamento introducono novità importanti rispetto alla proposta della Commissione europea, venendo tra l’altro incontro a gran parte delle raccomandazioni avanzate da APRE nei mesi scorsi, e delle proposte emendative presentate dal GIURI, il network degli stakeholder italiani R&I a Bruxelles, che APRE coordina. In particolare, la posizione del Parlamento (elenco non esaustivo):

  • fissa il bilancio complessivo di Horizon Europe a 120 miliardi di euro in prezzi 2018, pari a 135,2 miliardi in prezzi correnti (rispetto ai 94,1 proposti dalla Commissione europea);
  • ripropone lo Strumento PMI di Horizon 2020 come schema orizzontale al secondo pilastro di Horizon Europe, con un accento esplicito sull’innovazione incrementale, una dotazione finanziaria di 2,5 miliardi di euro e una struttura in fasi differenziate;
  • definisce più chiaramente il processo di pianificazione strategica, proponendo che il piano strategico venga adottato ogni due anni per mezzo di un atto delegato, in seguito a una consultazione ampia e trasparente e con il coinvolgimento degli Stati Membri, del Parlamento e della comunità degli stakeholder R&I;
  • propone una definizione maggiore dei criteri per la selezione delle missioni di R&I, stabilendo inoltre di dedicare alle missioni un massimo del 10% del bilancio del secondo pilastro per i primi due anni del programma;
  • propone che le FET Flagships attualmente esistenti e supportate in Horizon 2020 (Human Brain Project, Graphene, Quantum Technologies) vengano mantenute come tali in Horizon Europe e che per le altre FET Flagships che verranno lanciate entro la fine di Horizon 2020 venga considerata la prosecuzione come missioni di R&I;
  • scorpora il Cluster 2 del secondo pilastro proposto dalla Commissione (“Inclusive and Secure Societies” in due cluster differenti (“Inclusive and Creative Society” e “Secure Societies”).

La posizione del Consiglio UE

Come accennato, la posizione degli Stati Membri non include (o lascia indefinite) deliberazioni su argomenti importanti del prossimo programma (ad esempio su: bilancio e sua ripartizione interna, sinergie, pianificazione strategica, ecc.). Elementi significativi di novità si ritrovano anche nella reazione – sebbene parziale – del Consiglio (elenco non esaustivo):

  • separa il Cluster 4 del secondo pilastro proposto dalla Commissione (“Climate, Energy and Mobility”) in due cluster differenti (“Climate and Energy” e “Mobility”). Si allinea inoltre al Parlamento nella separazione del cluster 2 (le denominazioni sono però differenti: “Culture and Inclusive Society” e “Civil Security for Society”).
  • rinomina il cluster 3 “Digital and Industry” in “Digital, Industry and Space” e il cluster 5 “Food and Natural Resources” in “Bioeconomy, Food, Natural Resources and Environment”;
  • recupera all’interno dell’EIC Accelerator alcuni elementi dello Strumento PMI; ad esempio, ponendo un accento maggiore sul carattere mono-beneficiario dello schema e sul grant come forma privilegiata di finanziamento.
  • fissa un tetto (teorico, del 49.9%) per la quota di bilancio da assegnare al complesso degli strumenti di partenariato, stabilendo che più della metà della dotazione finanziaria del secondo pilastro debba essere allocata a strumenti diversi dalle partnerships.

Bilancio UE 2021-27, la posizione del Parlamento: 135,2 miliardi per Horizon Europe

Mercoledì 14 Novembre, il Parlamento europeo ha approvato la relazione intermedia sul Quadro Finanziario Pluriennale 2021-2027, definendo così la propria posizione negoziale sul prossimo bilancio UE di lungo termine. La relazione è stata approvata con 429 voti in favore, 207 voti contrari e 40 astensioni.

Per il bilancio UE 2021-27, Il Parlamento chiede di stanziare 1493,7 miliardi di euro (in prezzi correnti) – rispetto ai 1279 miliardi proposti dalla Commissione – pari all’1,3% del reddito nazionale lordo dell’Unione Europea «a 27». 

Il Parlamento propone inoltre di dedicare a Horizon Europe 135,2 miliardi (in prezzi correnti), rispetto ai 94,1 miliardi proposti dalla Commissione. 

Il contesto – Cosa c’entra Horizon Europe?

Il Quadro Finanziario Pluriennale è lo strumento di programmazione politico-finanziaria dell’Unione che contiene gli orientamenti generali per tutti i grandi capitoli di spesa (politica agricola comune, politica di coesione, politica di sicurezza e difesa, cooperazione internazionale, ecc.). Il regolamento relativo al QFP è adottato dal Consiglio all’unanimità (è necessario il consenso di tutti gli stati membri) dopo il via libera del Parlamento europeo (secondo la procedura di approvazione, che consente al Parlamento di approvare o respingere in blocco la posizione del Consiglio senza la possibilità di emendarla). 

La Commissione ha presentato lo scorso maggio la proposta per il bilancio UE 2021-2027, prevedendo uno stanziamento complessivo di 1279,4 miliardi, una cifra pari all’1,11% del RNL dell’UE «a 27». La relazione approvata mercoledì definisce la posizione negoziale del Parlamento sul prossimo bilancio UE: le trattative potranno dunque avere inizio non appena il Consiglio avrà raggiunto un accordo su una posizione comune.

Come noto, Horizon Europe è un capitolo del bilancio UE 2021-2027 e la sua approvazione è strettamente legata alla definizione del prossimo QFP. I contenuti e gli elementi finanziari del programma quadro – e di tutti gli atti settoriali – devono essere negoziati e concordati in Consiglio e in Parlamento parallelamente e in coerenza con i regolamenti relativi al bilancio pluriennale. 

La posizione del Parlamento (qui la relazione integrale)

Il Parlamento sottolinea la sua «unità e disponibilità» per i prossimi negoziati con il Consiglio e si rammarica che gli Stati membri non abbiano ancora «compiuto progressi significativi» nella ricerca di una posizione comune. Gli eurodeputati ritengono che la proposta di QFP presentata dalla Commissione europea sia un punto di partenza, ma che il livello proposto «non consentirà all’UE di mantenere i suoi impegni politici e rispondere alle importanti sfide future».

Il Parlamento ha quindi confermato le seguenti priorità:

  • Fissare la dotazione finanziaria del programma Horizon Europe a 135,2 miliardi di euro in prezzi correnti (Commissione: €94,1 miliardi);
  • Rafforzare il piano strategico europeo di investimenti (“Piano Juncker”);
  • Incrementare i finanziamenti per le infrastrutture di trasporto e le PMI;
  • Mantenere il finanziamento delle politiche agricole e di coesione a lungo termine;
  • Raddoppiare le risorse per affrontare la disoccupazione giovanile, triplicare le risorse per Erasmus+;
  • Fissare il contributo dell’UE per gli obiettivi climatici a un minimo del 25% della spesa del QFP, per portarla al 30% il prima possibile, al più tardi entro il 2027.

Horizon Europe, l’evento MIUR – APRE al MAXXI

Un confronto aperto su Horizon Europe, il Programma Quadro dell’UE 2021-2027. Protagonisti, la comunità italiana di Ricerca e Innovazione, da una parte, e i rappresentanti istituzionali europei e nazionali, dall’altra. Si è tenuto mercoledì 7 novembre, al MAXXI di Roma, l’evento “La Comunità italiana di Ricerca e Innovazione incontra L’Europa – Dialogo su Horizon Europe, il prossimo programma quadro dell’UE”, organizzato in collaborazione tra il MIUR, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e APRE, Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea. La giornata – che ha visto protagonisti, tra gli altri, il Vice Ministro Lorenzo Fioramonti  e il Direttore Generale R&I della Commissione Europea Jean-Erik Paquet – s’inserisce all’interno di una serie di iniziative volte a contribuire alla definizione del futuro programma quadro in modo coerente con le attese della comunità nazionale della R&I.

La registrazione video integrale dell’evento è disponibile qui

L’Italia verso Horizon Europe
L’evento del MAXXI ha messo in luce una convergenza significativa tra gli attori della comunità italiana di R&I riguardo le priorità per il prossimo programma quadro: 1) Una dotazione finanziaria ambiziosa, affinché l’Europa sia all’altezza delle sfide globali del prossimo decennio; 2) Una riconsiderazione della ripartizione interna del bilancio alla luce delle eccellenze e dei punti di forza del sistema italiano della R&I; 3) una forte dimensione di sostegno alla competitività industriale, da realizzarsi attraverso il mantenimento di uno schema di finanziamento dedicato alle PMI innovative e un’opportuna attenzione alle modalità di coinvolgimento del sistema imprenditoriale nell’ambito del secondo pilastro; 4) una forte attenzione alla ricerca di frontiera di tipo collaborativo, anche attraverso il recupero di uno schema di finanziamento dedicato sul modello del programma FET di Horizon 2020; 5) la continuità degli strumenti di partenariato pubblico-privato (in particolare delle cd. JTIs – Iniziative Tecnologiche Congiunte tra UE e attori industriali), in linea con il nuovo approccio delineato dalla Commissione.

Per il sistema italiano della R&I – è quanto emerso dall’evento – il programma quadro rimane un canale fondamentale di accesso ai finanziamenti. Fare in modo che Horizon Europe sia all’altezza delle ambizioni europee in tema di R&I e, al tempo stesso, il più vicino possibile alle attese del sistema italiano di ricerca e innovazione è di enorme importanza per assicurare una partecipazione nazionale convinta ed efficace per tutta la durata del programma (2021 – 2027).

La giornata al MAXXI
La giornata è stata aperta dai saluti di Giovanna Melandri, Presidente della Fondazione MAXXI, e dagli interventi di Lorenzo Fioramonti, Vice Ministro all’Istruzione, all’Università e alla Ricerca e all’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica (AFAM) e Alessandro Damiani, Presidente di APRE. «Dobbiamo fare della ricerca e dell’innovazione il volano di un nuovo modello di sviluppo»  ha evidenziato Fioramonti, che ha ribadito la necessità di compiere uno sforzo comune per immaginare il mondo del futuro. «Horizon Europe durerà per il periodo 2021-2027 e sarà un’occasione unica per realizzare una grande visione di trasformazione coraggiosa in linea con gli Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile e l’Agenda 2030», ha concluso il Vice Ministro. «Horizon è la nostra chiave di accesso alla scienza e all’innovazione internazionale di qualità», ha sottolineato Damiani, che ha rimarcato la rilevanza che il programma quadro riveste per l’Italia in termini di accesso ai finanziamenti e di modello possibile per i programmi nazionali di R&I.

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A che punto siamo con Horizon Europe

Cinque mesi dopo la presentazione della proposta della Commissione e a due anni dalla pubblicazione dei primi programmi di lavoro, i tempi di definizione e approvazione del futuro programma quadro dell’UE di R&I appaiono ancora incerti. L’obiettivo delle istituzioni europee di chiudere la pratica relativa al Quadro Finanziario Pluriennale e agli atti settoriali (programma quadro incluso) entro la primavera 2019 – prima della scadenza elettorale di maggio e del rinnovo di Parlamento e Commissione – pare tuttavia sempre più difficile da raggiungere.

Il negoziato

Il percorso legislativo di approvazione del successore di Horizon 2020 è comunque in pieno svolgimento. Come noto, la Commissione europea ha pubblicato a giugno scorso la propria proposta legislativa, suggerendo di dedicare al programma 94,1 miliardi di euro, poco più del 7% del bilancio di lungo termine dell’UE 2021-2027.

Il dossier è ora all’esame del Parlamento europeo e del Consiglio dell’UE, rispettivamente della Commissione ITRE e del gruppo consiliare Ricerca. Il voto del Parlamento europeo su Horizon Europe è atteso per il 21 novembre in commissione e per il 28 novembre in sessione plenaria. Il Consiglio Competitività presenterà invece il proprio documento di reazione alla proposta della Commissione il 30 novembre (verosimilmente un Orientamento Generale Parziale). I pronunciamenti dei co-legislatori dovrebbero quindi dare il via, tra dicembre e gennaio, ai negoziati inter-istituzionali.

La pianificazione strategica: missioni e partenariati

Alla costruzione di Horizon Europe si somma un ulteriore motivo di incertezza, dato che la definizione del programma – i.e. di due dei suoi elementi caratterizzanti (le missioni di R&I e i nuovi strumenti di partenariato) – dipenderà significativamente dall’esito del processo di pianificazione strategica e dall’adozione del piano strategico, il documento che delineerà nel dettaglio le priorità dell’Unione in tema di ricerca e innovazione – adattandole lungo l’arco della programmazione settennale – e che fornirà pertanto le linee guida politiche ai programmi di lavoro di Horizon Europe. Il livello minimo di definizione dei testi legislativi e la volontà della Commissione di coinvolgere attivamente nel processo le controparti istituzionali e l’ampia schiera dei portatori d’interesse rende la pianificazione strategica – a cui è affidata la fase di attuazione del programma – politicamente più rilevante rispetto al passato.

Tempi, modalità ed esito del processo di pianificazione strategica restano in gran parte ancora da definire e sono oggetto di un’ulteriore trattativa tra Commissione e Consiglio. Su missioni e partenariati, l’accordo istituzionale raggiunto è al momento il seguente: inclusione delle aree tematiche per missioni e partenariati istituzionali all’interno dei testi legislativi (una disposizione non presente nella proposta originaria della Commissione, che si limitava ad enunciare i criteri per la loro individuazione) e scelta su quali missioni lanciare e quali partenariati sostenere affidata al processo di pianificazione strategica vero e proprio.

A pagina seguente: tutti i passaggi e tutti i documenti dalla proposta della Commissione a oggi, e i passaggi previsti per i prossimi mesi

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Chi trasferirà ai territori il valore della ricerca europea?

Le nuove imprese sociali al centro di Horizon Europe.  

L’equazione “più ricerca e più conoscenza uguale più sviluppo e più crescita” è vera, ma non per tutti. Interi territori e settori della società sembrano infatti esclusi dalle promesse dell’economia della conoscenza, modello ispiratore delle politiche di innovazione finora più avanzate. Il risultato perverso è che “enormi porzioni di società si sentono estromesse dai benefici della scienza e della ricerca, che pur contribuiscono a finanziare”. Da qui parte la riflessione di Mario Calderini, Professore Ordinario presso la School of Management del Politecnico di Milano e direttore Centro di Ricerca Tiresia, che, in questa intervista, ci guida alla scoperta di una emergente generazione di imprenditori sociali candidati a diventare protagonisti della nuova politica industriale europea.  “Sono loro – afferma – gli interlocutori privilegiati del nuovo Programma Quadro di Ricerca ed Innovazione. Perché sono loro, attraverso le reti che creano, i soggetti in grado di redistribuire il valore della conoscenza laddove l’industria non è più in grado di farlo”.

Partiamo da quello che sembra essere un acquis: il Programma Quadro ha il dovere di potenziare la “responsabilità” della ricerca.

Horizon Europe dovrà porre grande attenzione agli effetti-cascata che possono derivare dalle azioni finanziate e alla rendicontabilità sociale della ricerca, per assicurare che il valore dell’investimento sia compreso da tutti i segmenti della società. Per fare questo, io credo che dovrà trovare il modo di includere le grandi reti sociali e usare queste reti per redistribuire il valore della ricerca su più ampie porzioni di territori e società. Questa è la grande sfida: ricostruire le profonde lacerazioni sociali che trovano in crescenti atteggiamenti di anti-intellettualismo e anti- scientificismo la loro onda lunga. In posti e settori dove c’è ancora industria intensiva di tecnologia e conoscenza, il lavoro di rendicontabilità e restituzione di valore continua a farlo l’industria attraverso nuovi prodotti, salari e posti di lavoro. Ma la grande domanda è: in quei posti o settori in cui l’industria non c’è più anche a causa dell’economia della conoscenza – un esempio su tutti, il Mezzogiorno d’Italia – chi restituisce ai cittadini il valore della conoscenza che essi stessi hanno contribuito a finanziare? Il trasferimento della conoscenza in territori e settori dove non esiste più mediazione industriale è una questione chiave per Horizon Europe. Continua la lettura di Chi trasferirà ai territori il valore della ricerca europea?

La strada (incerta) verso Horizon Europe

L’articolo è in via di pubblicazione sull’APRE Magazine n.8 (Settembre 2018)

Come i lettori dell’APRE Magazine ben sanno, il 7 giugno scorso la Commissione europea ha presentato il pacchetto di proposte legislative per Horizon Europe, il prossimo Programma Quadro di ricerca e innovazione, dando inizio al percorso di adozione del «successore» di Horizon 2020.

A più di tre mesi dalla presentazione della proposta e a poco più di due anni dall’avvio (Horizon Europe partirà ufficialmente il 1° gennaio 2021, con i primi bandi di finanziamento che saranno pubblicati negli ultimi mesi del 2020), i tempi di definizione e approvazione del nono programma quadro appaiono più che mai incerti.

Le ragioni dell’incertezza sono perlopiù di natura politica. La prima è di ordine procedurale e, per così dire, strutturale. L’approvazione di Horizon Europe è strettamente legata alla definizione del prossimo bilancio europeo di lungo termine: il Multiannual Financial Framework (MFF) o Quadro Finanziario Pluriennale (QFP), lo strumento di programmazione politico-finanziaria dell’Unione che contiene gli orientamenti generali per tutti i grandi capitoli di spesa (politica agricola comune, politica di coesione, politica di sicurezza e difesa, cooperazione internazionale, ecc.).

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Horizon Europe: i messaggi di APRE in risposta alla proposta della Commissione

In seguito alla presentazione della proposta della Commissione europea per Horizon Europe, il Programma Quadro di R&I 2021-2027, APRE  ha diffuso e posto all’attenzione dei co-legislatori – Parlamento Europeo e Consiglio – una prima serie di raccomandazioni, in linea con il documento di posizione pubblicato lo scorso febbraio. 

Versione in inglese: HorizonEurope_APRE_Messages
Versione in italiano: HorizonEurope_APRE_Messaggi

Nel complesso, APRE accoglie favorevolmente la proposta della Commissione per Horizon Europe, sottolineando in particolare alcuni elementi positivi, tra cui: l’allineamento della struttura e degli obiettivi del programma alle priorità politiche globali; l’articolazione del pilastro 2 “Global Challenges and Industrial Competitiveness” in cluster inter-disciplinari e intersettoriali; l’approccio sistemico alle sinergie e alla complementarietà con gli altri programmi di finanziamento dell’Unione; la forte continuità con Horizon 2020 in tema di regole di partecipazione e disseminazione e gli ulteriori sforzi in tema di semplificazione.

I messaggi di APRE invitano inoltre Parlamento e Consiglio a considerare con attenzione una serie di elementi contenuti nella proposta e a valutare modifiche migliorative.

In particolare, APRE chiede ai co-legislatori: l’aumento del bilancio complessivo del programma ad almeno 120 miliardi; un momento di approfondimento e riflessione che porti a riconsiderare la ripartizione interna del bilancio; di prestare grande attenzione al processo di pianificazione strategica (strategic planning) e l’impegno per una maggiore definizione dei testi legislativi; di prestare massima attenzione al processo di revisione e razionalizzazione dei partenariati  e di farsi promotori di una maggiore definizione dei criteri di selezione delle missioni di R&I; la reintroduzione di uno schema di finanziamento dedicato alle PMI innovative, sul modello dello Strumento PMI di Horizon 2020.

Horizon Europe: la proposta della Commissione

La Commissione Europea ha pubblicato la propria proposta per Horizon Europe, il Programma Quadro europeo di ricerca e innovazione 2021-2027.

Horizon Europe – «il più ambizioso programma di ricerca e innovazione di sempre» – consoliderà i risultati e il successo di Horizon 2020 e consentirà all’UE di restare in prima linea nel settore della ricerca e dell’innovazione a livello mondiale, scrive la Commissione.

I testi pubblicati dalla Commissione

Proposta di regolamento per Horizon Europe (Programma Quadro e regole di partecipazione e disseminazione) e Annexes alla proposta di regolamento

Proposta di decisione per Horizon Europe (Programma Specifico) e Annexes alla proposta di decisione

Impact Assessment di Horizon Europe (qui il summary)

Le principali novità secondo la Commissione

Pur continuando a promuovere l’eccellenza scientifica attraverso lo European Research Council (ERC) e le borse di studio e gli scambi Marie Skłodowska-Curie, Horizon Europe introdurrà le seguenti novità principali:

• European Innovation Council (EIC) – Un Consiglio europeo dell’innovazione (EIC) per aiutare l’UE a porsi all’avanguardia dell’innovazione creatrice di mercato: la proposta della Commissione istituirà un referente unico per portare dal laboratorio al mercato le più promettenti tecnologie ad alto potenziale e rivoluzionarie e aiutare le start-up e le imprese più innovative a sviluppare le loro idee.

• Missioni – Le nuove missioni UE per la ricerca e l’innovazione incentrate sulle sfide per la società e la competitività industriale: la Commissione avvierà nuove missioni con obiettivi audaci e ambiziosi e un forte valore aggiunto europeo per affrontare i problemi che incidono sulla nostra vita quotidiana

• Potenziale di innovazione  – Massimizzazione del potenziale di innovazione in tutta l’UE: sarà raddoppiato il sostegno fornito agli Stati membri in ritardo con gli sforzi per mettere a frutto il loro potenziale nazionale di ricerca e innovazione. Inoltre, grazie alle nuove sinergie con i Fondi strutturali e di coesione sarà più facile coordinare e combinare i finanziamenti e le regioni saranno più propense ad accogliere l’innovazione.

• Maggiore apertura – Il principio della “scienza aperta” diventerà il modus operandi di Horizon , che richiederà il libero accesso alle pubblicazioni e ai dati, il che consentirà la diffusione sul mercato e rafforzerà il potenziale di innovazione dei risultati generati dai finanziamenti dell’UE.

• Partnerships e Sinergie – Una nuova generazione di partenariati europei e una maggiore collaborazione con gli altri programmi dell’UE: Horizon Europe ottimizzerà il numero di partenariati che l’UE programma o finanzia in collaborazione con partner come l’industria, la società civile e le fondazioni di finanziamento, al fine di aumentare l’efficacia e l’impatto nel conseguimento delle priorità d’intervento dell’Europa. Horizon Europe promuoverà collegamenti efficaci e operativi con altri programmi futuri dell’UE, come la politica di coesione, il Fondo europeo per la difesa, il programma Europa digitale (DEP) e il meccanismo per collegare l’Europa (CEF), nonché con il progetto internazionale per l’energia da fusione ITER.

Per approfondire

Comunicato stampa integrale della Commissione Europea

• La pagina della Commissione dedicata a Horizon Europe

Parola d’ordine: impatto! La social innovation verso FP9

Ne è passato di tempo da quando, nel 2010, l’innovazione sociale ha fatto irruzione sulla scena europea con il Libro Bianco di Murray, Caulier – Grice e Mulgan per poi essere al centro dell’iniziativa “Social Innovation Europe” che, sotto la presidenza Barroso, ne ha istituzionalizzato l’approccio: risolvere problemi comunitari attraverso la costruzione e il rafforzamento di relazioni e reti sociali.

Il Programma Horizon 2020 ne ha poi recepito il modello con una particolare declinazione digital, inevitabile vista l’esplosione di piattaforme online e dinamiche social. Ma cosa ne sarà della social innovation ora che a Bruxelles si lavora verso un nuovo Programma Quadro, in partenza da gennaio 2021 sotto l’acronimo FP9- Horizon Europa, e all’indomani della proclamazione del Pilastro dei diritti sociali? Può essere la social innovation considerata un principio “attivo” ormai presente nel policy making europeo o – in questa rincorsa a neologismi e neo-modelli – è già superata dal prossimo tormentone?

Ne abbiamo parlato con Filippo Addarii, autore, con Fiorenza Lipparini, della pubblicazione “Vision and Trends of Social Innovation for Europe” (ottobre 2017), commissionata dalla DG Ricerca & Innovazione. E abbiamo scoperto che molto bolle in pentola, e che uno scale-up importante potrebbe trovare spazio in FP9.

“Allo scadere della seconda Commissione Barroso – spiega Filippo Addarii –  l’innovazione sociale, in termini di politiche, è rimasta orfana, fino a quando il Commissario Moedas se ne è appropriato, rilanciandola come politica di ricerca e sperimentazione. La nostra pubblicazione è stata commissionata proprio con l’intento di identificare strumenti innovativi e chiavi di lettura in vista del prossimo Programma Quadro, FP9”. Continua la lettura di Parola d’ordine: impatto! La social innovation verso FP9

L’EIC in Horizon Europe: la posizione di APRE

APRE, l’Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea, ha pubblicato The EIC in Horizon Europe, il proprio documento di posizione sul futuro European Innovation Council. Il documento – reso pubblico in vista dell’imminente pubblicazione della proposta della Commissione Europea per Horizon Europe, il prossimo programma quadro di ricerca e innovazione – rappresenta il contributo di APRE al processo istituzionale di definizione del Consiglio europeo dell’innovazione, una delle novità più significative che la Commissione intende introdurre nel prossimo programma.

The EIC in Horizon Europe è il prodotto di un gruppo di lavoro avviato a giugno dello scorso anno, che ha coinvolto l’insieme dei soci APRE e visto la partecipazione attiva di oltre quaranta di essi. Il documento costituisce pertanto una sintesi delle posizioni sull’EIC di una significativa rappresentanza dei protagonisti pubblici e privati della ricerca e dell’innovazione nazionali (università, enti di ricerca pubblici e privati, soggetti industriali, associazioni di categoria, ecc.).

L’EIC – è la posizione di APRE – dovrà contribuire a creare condizioni ideali per stimolare e aumentare l’innovazione in Europa, sostenendo tipologie diverse di innovazione applicabili a molteplici settori e prevedendo un approccio totalmente bottom-up nella progettazione dei nuovi strumenti. APRE suggerisce inoltre di dedicare all’EIC il 15% del bilancio di Horizon Europe, per il quale l’Agenzia richiede una dotazione finanziaria di almeno 120 miliardi.

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