L’EIC in Horizon Europe: la posizione di APRE

APRE, l’Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea, ha pubblicato The EIC in Horizon Europe, il proprio documento di posizione sul futuro European Innovation Council. Il documento – reso pubblico in vista dell’imminente pubblicazione della proposta della Commissione Europea per Horizon Europe, il prossimo programma quadro di ricerca e innovazione – rappresenta il contributo di APRE al processo istituzionale di definizione del Consiglio europeo dell’innovazione, una delle novità più significative che la Commissione intende introdurre nel prossimo programma.

The EIC in Horizon Europe è il prodotto di un gruppo di lavoro avviato a giugno dello scorso anno, che ha coinvolto l’insieme dei soci APRE e visto la partecipazione attiva di oltre quaranta di essi. Il documento costituisce pertanto una sintesi delle posizioni sull’EIC di una significativa rappresentanza dei protagonisti pubblici e privati della ricerca e dell’innovazione nazionali (università, enti di ricerca pubblici e privati, soggetti industriali, associazioni di categoria, ecc.).

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L’EIC – è la posizione di APRE – dovrà contribuire a creare condizioni ideali per stimolare e aumentare l’innovazione in Europa, sostenendo tipologie diverse di innovazione applicabili a molteplici settori e prevedendo un approccio totalmente bottom-up nella progettazione dei nuovi strumenti. APRE suggerisce inoltre di dedicare all’EIC il 15% del bilancio di Horizon Europe, per il quale l’Agenzia richiede una dotazione finanziaria di almeno 120 miliardi.

APRE è dunque a favore dell’ampliamento del concetto di innovazione, che non deve limitarsi alla sola innovazione tecnologica, ma comprendere – tra le altre – l’innovazione basata su alta intensità di conoscenza, l’innovazione di modelli di business, l’innovazione sociale, l’innovazione design-driven. Ampliare il concetto di innovazione significa rivedere gli schemi di finanziamento basati sul TRL, integrandoli con schemi basati su tassonomie diverse (es. IRL) e adottare criteri che tengano conto della dimensione sociale dell’innovazione.

Lo sviluppo di ecosistemi dell’innovazione in Europa – si legge ancora nel documento – richiede forti sinergie e complementarietà tra l’EIC e le altre azioni e politiche di sostegno all’innovazione e alla competitività, a livello regionale, nazionale ed europeo. Un’efficace attuazione di tali sinergie deve essere inoltre accompagnata dalla semplificazione dell’attuale normativa in materia di aiuti di Stato.

Il documento di APRE prende posizione anche sulla governance del futuro EIC, suggerendo l’istituzione di un board incaricato di definire criteri e processi di valutazione appropriati e di contribuire a identificare e supportare i settori innovativi emergenti. Il board dovrà inoltre garantire il coordinamento dell’EIC con gli obiettivi generali di Horizon Europe, ad esempio assicurando che i progetti finanziati dall’EIC concorrano al raggiungimento degli obiettivi delle missioni definite dal programma quadro.

L’EIC dovrà inoltre finanziare attività di ricerca avanzata, in grado di sostenere il trasferimento dalla ricerca visionaria e ad alto rischio a paradigmi totalmente nuovi. La valorizzazione del capitale umano e delle idee innovative dovrà essere al centro di un approccio largo, basato su misure individuali e collaborative – che preveda strumenti dedicati a giovani ricercatori e innovatori più anziani e incentivi la collaborazione tra mondo accademico e mondo industriale.

APRE ritiene infine fondamentale mantenere la preminenza delle sovvenzioni (grants) rispetto ad altre forme indirette di sostegno finanziario, che dovranno essere complementari ai grants e dedicate a supportare le azioni più vicine al mercato. L’accesso al grant potrà essere inoltre agevolato per gli innovatori che dimostreranno di aver già coperto una parte delle loro esigenze finanziarie attraverso altre forme di finanziamento.