Horizon Europe: l’accordo approvato dal Parlamento europeo

Il Parlamento europeo ha approvato mercoledì 17 Aprile in sessione plenaria – l’ultima della legislatura europea 2014-2019 – l’accordo provvisorio su Horizon Europe, raggiunto dalle istituzioni UE nel trilogo informale del 19 marzo scorso. L’accordo è stato approvato a larga maggioranza: 578 voti a favore, 40 contrari e 41 astensioni per il Regolamento – Programma Quadro; 590 favorevoli, 42 contrari e 25 astenuti per la Decisione – Programma Specifico. È questo l’ultimo dei passaggi ufficiali di conferma dell’esito dei negoziati istituzionali: l’accordo era stato approvato il 2 Aprile dalla Commissione ITRE del Parlamento europeo ed aveva avuto il via libera del Consiglio il 27 marzo (Regolamento – Programma Quadro) e il 15 Aprile (Decisione – Programma Specifico).

L’esito positivo del negoziato consente alle istituzioni UE di raggiungere l’obiettivo previsto all’inizio del percorso: chiudere un accordo politico su gran parte del testo del prossimo programma prima della fine della legislatura in corso; e – soprattutto – permette a tutti noi, a più di venti mesi dal lancio ufficiale, di avere un’idea molto precisa su come sarà il Programma europeo di R&I per i sette anni che vanno dal 2021 al 2027. 

Cosa c’è e cosa non c’è nell’accordo – L’accordo approvato da Consiglio e Parlamento definisce un testo legislativo «consolidato» del prossimo programma, che comprende: gli obiettivi generali e specifici; la struttura e l’articolazione in pilastri; le denominazioni dei cluster: le aree per missioni e partenariati; le regole di partecipazione e finanziamento, le norme su etica e sicurezza, i criteri di valutazione; la struttura, gli obiettivi e i contenuti dello European Innovation Council; gli aspetti di governance; le linee di attività di R&I per tutti i temi del programma. Dall’accordo provvisorio restano invece fuori gli aspetti orizzontali, soggetti all’accordo generale sulla programmazione UE 2021-27: il bilancio complessivo del programma e la sua articolazione interna; le norme sull’associazione dei paesi terzi; le sinergie con gli altri programmi settoriali. 

Che succede ora: la pianificazione strategica – Accordo provvisorio significa che, sul piano legislativo, all’approvazione formale in Consiglio e Parlamento non seguirà l’adozione finale del testo. Il negoziato proseguirà nei primi mesi della prossima legislatura – protagonisti la nuova Commissione e il nuovo Parlamento – per definire le parti non coperte dall’accordo. La definizione di un testo legislativo «consolidato» è però quanto attendeva la Commissione europea per far partire la pianificazione strategica di Horizon Europe, il processo che dai testi legislativi porterà alla definizione dei Programmi di lavoro e dei primi bandi di finanziamento del prossimo programma.

I testi – I passaggi istituzionali di conferma dell’accordo ci consentono di «ufficializzare» i testi «consolidati» del prossimo programma: ve li riportiamo nella versiona votata dal Consiglio. Trovate qui il testo del Programma Quadro: la parte di testo evidenziate in verde costituisce il testo approvato e «consolidato», quella non evidenziata è – al contrario – ciò che resta fuori dall’accordo e che sarà discussa nella prossima fase dei negoziati. Qui invece il testo del Programma Specifico: in questo caso a non rientrare nell’accordo sono le porzioni di testo tra parentesi quadre: tutto il resto costituisce il testo «consolidato».

il punto su Horizon Europe (Aprile 2019)

Questo articolo è una sintesi della sezione “Horizon Europe” contenuta nel N.3 di APREbrussels, il canale d’informazione “da Bruxelles” dedicato ai Soci APRE. APREbrussels racconta e spiega, una volta al mese, le cose che accadono nella capitale dell’UE nel mondo R&I (nelle istituzioni e non solo), parlando al tempo stesso delle cose che APRE fa a Bruxelles e del perché le fa da qui. 

Aggiornamento (15 Aprile) – Il Coreper ha approvato lunedì 15 Aprile il Partial General Approach sul Programma Specifico di Horizon Europe. Ecco il testo.

Horizon Europe – L’accordo 

Abbiamo l’accordo. Dopo dieci mesi di esame legislativo del dossier, decine di riunioni in gruppo consiliare ricerca e di incontri tecnici in Parlamento europeo, tre mesi di intenso negoziato e sei triloghi informali; Commissione, Parlamento e Consiglio hanno chiuso nella notte del 19 marzo l’accordo provvisorio (provisional agreement) su Horizon Europe. L’esito positivo del negoziato consente alle istituzioni UE di raggiungere l’obiettivo previsto all’inizio del percorso: chiudere un accordo politico su gran parte del testo del prossimo programma prima della fine della legislatura in corso e delle elezioni europee di maggio; e – soprattutto – permette a tutti noi, a più di venti mesi dal lancio ufficiale, di avere un’idea molto precisa su come sarà il Programma europeo di R&I per i sette anni che vanno dal 2021 al 2027. 

Cosa c’è nell’accordo (e cosa non c’è) – L’accordo definisce un testo legislativo «consolidato» del prossimo programma, che comprende, tra le altre cose: gli obiettivi generali e specifici, la struttura e l’articolazione in pilastri, le denominazioni dei cluster, le possibili aree per missioni e partenariati e i criteri per individuarli e definirli, le regole di partecipazione e finanziamento, le norme su etica e sicurezza, i criteri di valutazione; la struttura, gli obiettivi e i contenuti dello European Innovation Council. Dall’accordo provvisorio restano invece fuori gli aspetti orizzontali, soggetti all’accordo generale sulla programmazione UE 2021-27: il bilancio complessivo del programma e la sua ripartizione interna; le norme sull’associazione dei paesi terzi; le sinergie con gli altri programmi settoriali. 

Che succede ora – L’accordo è stato confermato il 27 marzo dal Consiglio (in sede di Coreper: il Comitato dei rappresentanti permanenti che riunisce gli ambasciatori presso l’UE dei 28 stati membri) e il 2 Aprile dalla Commissione ITRE del Parlamento europeo. Il 17 avverrà il passaggio finale nella sessione plenaria dell’Europarlamento, l’ultima di questa legislatura. La definizione di un testo legislativo «consolidato» è quanto attendeva la Commissione europea per far partire la pianificazione strategica di Horizon Europe, il processo che dai testi legislativi porterà alla definizione dei Programmi di lavoro e dei primi bandi di finanziamento del prossimo programma. Accordo provvisorio significa che, sul piano legislativo, all’approvazione formale in Consiglio e Parlamento non seguirà l’adozione finale del testo. Il negoziato proseguirà nei primi mesi della prossima legislatura – protagonisti la nuova Commissione e il nuovo Parlamento – per definire le parti non coperte dall’accordo. 

Il testo dell’accordo – Il passaggio in Coreper era ovviamente atteso, ma ci permette di avere accesso al testo di compromesso: eccolo. La parte di testo evidenziate in verde riflette l’accordo raggiunto e costituisce il testo «consolidato». La parte non evidenziata è – al contrario – ciò che resta fuori dall’accordo ed è riportata qui nella versione della proposta originaria della Commissione. 

Programma quadro e programma specifico – Sebbene Consiglio e Parlamento abbiano negoziato in questi tre mesi solamente i contenuti del programma quadro, l’accordo del 19 marzo chiude in sostanza l’intero pacchetto, definendo nel dettaglio le linee di attività di ricerca e innovazione (il contenuto – appunto – del programma specifico). Il voto del 2 Aprile in Commissione ITRE ha confermato l’accordo raggiunto su tutto il pacchetto, mentre il Consiglio (Coreper del 27 marzo) ha approvato formalmente solo il testo consolidato del programma quadro: un passaggio sul programma specifico è atteso a breve.

Horizon Europe – I contenuti dell’accordo 

L’accordo conferma l’impianto generale della proposta della Commissione, a partire dalla struttura a tre pilastri e dalle due novità simbolo del programma: lo European Innovation Council e le missioni di R&I. Le modifiche non mancano: diamo qui una prima rassegna di quelle più visibili e significative.

La struttura, i nomi dei pilastri e dei cluster – L’accordo conferma la struttura a tre pilastri proposta dalla Commissione, ma ne modifica le denominazioni. I tre pilastri di Horizon Europe saranno: ‘Excellent Science’, ‘Global Challenges and European Industrial Competitiveness’ e ‘Innovative Europe’. I cluster del secondo pilastro passano invece da cinque a sei, con lo sdoppiamento di ‘Inclusive and Secure Society‘ in ‘Culture, creativity and inclusive society‘ e ‘Civil Security for Society’ – mentre viene confermata l’unitarietà del cluster ‘Climate, Energy and Mobility’. Due cluster subiscono infine modifiche nei nomi: il terzo cluster sarà ‘Digital, Industry and Space‘, il quinto ‘Food, Bioeconomy, Natural Resources, Agriculture and Environment‘. 

Lo European Innovation Council – Il più importante cambiamento ‘strutturale’ introdotto dalla Commissione in Horizon Europe non cambia l’impostazione di fondo, ma subisce modifiche significative. L’accordo prevede innanzitutto che almeno il 70% della dotazione finanziaria dell’EIC venga destinata alle PMI (start-up incluse). Viene attenuato l’accento marcato sul sostegno all’innovazione rivoluzionaria a scapito di innovazione di tipologie diverse (i.e. innovazione incrementale) e sono recuperati (all’interno dello European Innovation Council Accelerator) elementi dello Strumento PMI di Horizon 2020. Il testo prevede – ad esempio – che una quota di bilancio equivalente alla dotazione finanziaria dello Strumento PMI venga erogata solo tramite sovvenzioni (grant-only support). 

Le missioni – L’accordo introduce nel testo legislativo – nel nuovo allegato Va al regolamento sul programma quadro – cinque possibili aree per le missioni: Adapting to climate change, including societal transformation; Cancer; Healthy oceans, seas, coastal and inland waters; Climate-neutral and smart cities; Soil health and food. Il nuovo testo amplia poi i criteri per la selezione delle missioni e prevede di assegnare alle stesse un massimo del 10% del bilancio del secondo pilastro per i primi tre anni del programma. 

I nuovi partenariati – Anche in questo caso, le novità più importanti rispetto alla proposta della Commissione riguardano la definizione delle aree tematiche e la dotazione finanziaria. Il testo dell’accordo fissa (sempre nell’allegato Va) otto possibili aree per i partenariati istituzionalizzati, da cui verranno fuori le nuove Joint Undertakings – i partenariati tra UE e industria istituiti sulla base dell’articolo 187 del TFEU – e le nuove Public-Public Parternships – i partenariati tra UE e stati membri basati sull’articolo 185. Viene poi fissato per il complesso dei partenariati un tetto di bilancio (il 49.9% del secondo pilastro): si stabilisce infatti che più della metà della dotazione finanziaria del secondo pilastro vada assegnata a strumenti diversi dai partenariati. 

La pianificazione strategica – L’accordo ribadisce l’importanza del processo di pianificazione strategica, che coinvolgerà direttamente gli Stati Membri (Comitato di Programma Shadow), terrà conto dell’opinione del Parlamento europeo e includerà una consultazione obbligatoria degli stakeholder. Il piano strategico di R&I, che verrà adottato al termine del processo, delineerà nel dettaglio – per un massimo di quattro anni – le priorità dell’Unione in tema di ricerca e innovazione, fornendo le linee guida politiche ai programmi di lavoro di Horizon Europe. Il documento identificherà sia le missioni di R&I sia i nuovi partenariati “co-programmati” (co-programmed) e co-finanziati (co-funded).