Horizon Europe, l’evento MIUR – APRE al MAXXI

Un confronto aperto su Horizon Europe, il Programma Quadro dell’UE 2021-2027. Protagonisti, la comunità italiana di Ricerca e Innovazione, da una parte, e i rappresentanti istituzionali europei e nazionali, dall’altra. Si è tenuto mercoledì 7 novembre, al MAXXI di Roma, l’evento “La Comunità italiana di Ricerca e Innovazione incontra L’Europa – Dialogo su Horizon Europe, il prossimo programma quadro dell’UE”, organizzato in collaborazione tra il MIUR, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e APRE, Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea. La giornata – che ha visto protagonisti, tra gli altri, il Vice Ministro Lorenzo Fioramonti  e il Direttore Generale R&I della Commissione Europea Jean-Erik Paquet – s’inserisce all’interno di una serie di iniziative volte a contribuire alla definizione del futuro programma quadro in modo coerente con le attese della comunità nazionale della R&I.

La registrazione video integrale dell’evento è disponibile qui

L’Italia verso Horizon Europe
L’evento del MAXXI ha messo in luce una convergenza significativa tra gli attori della comunità italiana di R&I riguardo le priorità per il prossimo programma quadro: 1) Una dotazione finanziaria ambiziosa, affinché l’Europa sia all’altezza delle sfide globali del prossimo decennio; 2) Una riconsiderazione della ripartizione interna del bilancio alla luce delle eccellenze e dei punti di forza del sistema italiano della R&I; 3) una forte dimensione di sostegno alla competitività industriale, da realizzarsi attraverso il mantenimento di uno schema di finanziamento dedicato alle PMI innovative e un’opportuna attenzione alle modalità di coinvolgimento del sistema imprenditoriale nell’ambito del secondo pilastro; 4) una forte attenzione alla ricerca di frontiera di tipo collaborativo, anche attraverso il recupero di uno schema di finanziamento dedicato sul modello del programma FET di Horizon 2020; 5) la continuità degli strumenti di partenariato pubblico-privato (in particolare delle cd. JTIs – Iniziative Tecnologiche Congiunte tra UE e attori industriali), in linea con il nuovo approccio delineato dalla Commissione.

Per il sistema italiano della R&I – è quanto emerso dall’evento – il programma quadro rimane un canale fondamentale di accesso ai finanziamenti. Fare in modo che Horizon Europe sia all’altezza delle ambizioni europee in tema di R&I e, al tempo stesso, il più vicino possibile alle attese del sistema italiano di ricerca e innovazione è di enorme importanza per assicurare una partecipazione nazionale convinta ed efficace per tutta la durata del programma (2021 – 2027).

La giornata al MAXXI
La giornata è stata aperta dai saluti di Giovanna Melandri, Presidente della Fondazione MAXXI, e dagli interventi di Lorenzo Fioramonti, Vice Ministro all’Istruzione, all’Università e alla Ricerca e all’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica (AFAM) e Alessandro Damiani, Presidente di APRE. «Dobbiamo fare della ricerca e dell’innovazione il volano di un nuovo modello di sviluppo»  ha evidenziato Fioramonti, che ha ribadito la necessità di compiere uno sforzo comune per immaginare il mondo del futuro. «Horizon Europe durerà per il periodo 2021-2027 e sarà un’occasione unica per realizzare una grande visione di trasformazione coraggiosa in linea con gli Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile e l’Agenda 2030», ha concluso il Vice Ministro. «Horizon è la nostra chiave di accesso alla scienza e all’innovazione internazionale di qualità», ha sottolineato Damiani, che ha rimarcato la rilevanza che il programma quadro riveste per l’Italia in termini di accesso ai finanziamenti e di modello possibile per i programmi nazionali di R&I.

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A che punto siamo con Horizon Europe

Cinque mesi dopo la presentazione della proposta della Commissione e a due anni dalla pubblicazione dei primi programmi di lavoro, i tempi di definizione e approvazione del futuro programma quadro dell’UE di R&I appaiono ancora incerti. L’obiettivo delle istituzioni europee di chiudere la pratica relativa al Quadro Finanziario Pluriennale e agli atti settoriali (programma quadro incluso) entro la primavera 2019 – prima della scadenza elettorale di maggio e del rinnovo di Parlamento e Commissione – pare tuttavia sempre più difficile da raggiungere.

Il negoziato

Il percorso legislativo di approvazione del successore di Horizon 2020 è comunque in pieno svolgimento. Come noto, la Commissione europea ha pubblicato a giugno scorso la propria proposta legislativa, suggerendo di dedicare al programma 94,1 miliardi di euro, poco più del 7% del bilancio di lungo termine dell’UE 2021-2027.

Il dossier è ora all’esame del Parlamento europeo e del Consiglio dell’UE, rispettivamente della Commissione ITRE e del gruppo consiliare Ricerca. Il voto del Parlamento europeo su Horizon Europe è atteso per il 21 novembre in commissione e per il 28 novembre in sessione plenaria. Il Consiglio Competitività presenterà invece il proprio documento di reazione alla proposta della Commissione il 30 novembre (verosimilmente un Orientamento Generale Parziale). I pronunciamenti dei co-legislatori dovrebbero quindi dare il via, tra dicembre e gennaio, ai negoziati inter-istituzionali.

La pianificazione strategica: missioni e partenariati

Alla costruzione di Horizon Europe si somma un ulteriore motivo di incertezza, dato che la definizione del programma – i.e. di due dei suoi elementi caratterizzanti (le missioni di R&I e i nuovi strumenti di partenariato) – dipenderà significativamente dall’esito del processo di pianificazione strategica e dall’adozione del piano strategico, il documento che delineerà nel dettaglio le priorità dell’Unione in tema di ricerca e innovazione – adattandole lungo l’arco della programmazione settennale – e che fornirà pertanto le linee guida politiche ai programmi di lavoro di Horizon Europe. Il livello minimo di definizione dei testi legislativi e la volontà della Commissione di coinvolgere attivamente nel processo le controparti istituzionali e l’ampia schiera dei portatori d’interesse rende la pianificazione strategica – a cui è affidata la fase di attuazione del programma – politicamente più rilevante rispetto al passato.

Tempi, modalità ed esito del processo di pianificazione strategica restano in gran parte ancora da definire e sono oggetto di un’ulteriore trattativa tra Commissione e Consiglio. Su missioni e partenariati, l’accordo istituzionale raggiunto è al momento il seguente: inclusione delle aree tematiche per missioni e partenariati istituzionali all’interno dei testi legislativi (una disposizione non presente nella proposta originaria della Commissione, che si limitava ad enunciare i criteri per la loro individuazione) e scelta su quali missioni lanciare e quali partenariati sostenere affidata al processo di pianificazione strategica vero e proprio.

A pagina seguente: tutti i passaggi e tutti i documenti dalla proposta della Commissione a oggi, e i passaggi previsti per i prossimi mesi

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