APRE al Parlamento Europeo: confronto con gli eurodeputati italiani su FP9

Si è tenuto mercoledì 21 marzo, presso il Parlamento Europeo a Bruxelles, l’incontro “L’Italia e la ricerca europea – Gli europarlamentari italiani a confronto sul prossimo Programma Quadro di R&I”. L’incontro è stato organizzato dall’APRE, l’Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea, in collaborazione con gli eurodeputati italiani della Commissione ITRE e la Rappresentanza Italiana presso l’Unione Europea (scarica qui l’agenda dell’incontro).

Il dialogo è stato l’occasione per agevolare uno scambio di vedute – da una prospettiva italiana – sul futuro della ricerca e dell’innovazione europee e sui contenuti del Programma Quadro di R&I post-2020 (FP9), in vista della proposta formale che la Commissione Europea presenterà a giugno – subito dopo la proposta sul Quadro Finanziario Pluriennale, il bilancio di lungo termine dell’UE 2021-2027 – e del processo legislativo che ne seguirà.

Il dialogo ha avuto come spunto di riflessione il documento di posizione sul prossimo programma quadro che APRE ha pubblicato a febbraio, e che riflette il punto di vista della grande maggioranza degli stakeholders italiani attivi nella ricerca e nell’innovazione.

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Il Parlamento Europeo: almeno 120 miliardi per FP9

Il Parlamento europeo ha approvato, il 14 marzo scorso, le due risoluzioni che illustrano la propria posizione negoziale sul prossimo Quadro Finanziario Pluriennale (MFF 2021-2027). Le due risoluzioni – The next MFF: Preparing the Parliament’s position on the MFF post-2020 Reform of the European Union’s system of own resources – rappresentano il contributo degli eurodeputati alle proposte legislative che la Commissione Europea si appresta a presentare a inizio maggio.

 Il Multiannual Financial Framework è, come noto, il bilancio di lungo termine dell’UE, lo strumento di programmazione politica e finanziaria dell’Unione che contiene gli orientamenti generali per tutti i grandi capitoli di spesa (politica agricola, politica di coesione, competitività, cooperazione internazionale, ecc.) – di cui il programma quadro è uno dei capitoli più rilevanti.

Gli eurodeputati chiedono che il prossimo bilancio sia all’altezza del progetto politico e della strategia futura dell’Unione, per poter continuare a sostenere i settori esistenti (le politiche di coesione e agricoltura), oltre a fornire finanziamenti adeguati per affrontare le nuove sfide (sicurezza, difesa o migrazione).

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Obiettivo FP9: come prende forma la proposta della Commissione

Tra fine maggio e inizio giugno, la Commissione Europea presenterà il pacchetto di proposte formali per il prossimo Programma Quadro di ricerca e innovazione (FP9), dando così inizio all’iter legislativo che condurrà all’approvazione del «successore» di Horizon 2020.

Subito prima, a inizio maggio, l’esecutivo di Bruxelles illustrerà invece la proposta per il prossimo Quadro Finanziario Pluriennale (MFF: Multiannual Financial Framework) – lo strumento di programmazione politica e finanziaria dell’UE che contiene gli orientamenti generali per tutti i grandi capitoli di spesa (politica agricola, politica di coesione, competitività, cooperazione internazionale, ecc.) – di cui il programma quadro è uno dei capitoli più rilevanti.

In attesa dei passaggi formali e prima di conoscere i contenuti delle proposte della Commissione, può essere utile un breve riepilogo dei documenti e dei processi di consultazione pubblica dei mesi scorsi: un elenco delle cose da tenere d’occhio per capire gli orientamenti della Commissione e i contributi delle altre parti interessate (Parlamento, Consiglio, Stati Membri, attori della R&I, ecc.). Continua la lettura di Obiettivo FP9: come prende forma la proposta della Commissione

Relazione preliminare dell’HLG sulle tecnologie industriali

Il 24 febbraio 2018 l’High Level Strategy Group sulle tecnologie industriali ha pubblicato la propria relazione preliminare, “Re-finding Industry“. La relazione ribadisce l’importanza economica delle Key Enabling Technologies (KETs) e suggerisce l’adozione di una definizione nuova e più ampia di KET, basata su quattro criteri: impatto, pertinenza, key capacity  e potere abilitante.

L’High Level Group raccomanda in particolare di:
– confermare le sei KET esistenti, raggruppando quattro di esse in due categorie più ampie (materiali e nanotecnologie; fotonica e micro e nanoelettronica);
– ampliare la definizione della KET “biotecnologia”, cambiandone la denominazione in “tecnologie per le scienze della vita”;
– aggiungere due nuove KET: intelligenza artificiale; sicurezza digitale e connettività.

La relazione fornisce inoltre un contributo al dibattito sui futuri investimenti dell’UE in materia di ricerca e innovazione e sulla preparazione del prossimo Programma Quadro (FP9), suggerendo un elenco di 14 possibili “missioni”.

Scarica qui il documento Re-finding Industry

Background

L’High Level Strategy Group sulle tecnologie industriali è stato istituito dalla Commissione Europea a settembre 2017,  con l’incarico di rivedere la strategia europea sulle tecnologie abilitanti (KET) e di fornire raccomandazioni sulla loro collocazione nel prossimo Programma Quadro, tenendo presente l’approccio mission-oriented che dovrebbe caratterizzarlo.
La relazione finale dell’HLG è prevista per aprile 2018.

FONTE: earto.eu