Primi esempi di missioni per FP9

Oceani senza plastica, 100 città a zero emissioni di carbonio entro il 2030, la riduzione del numero dei casi di demenza: sono questi i tre esempi di missioni – obiettivi ambiziosi e concreti – illustrati da Mariana Mazzucato nella sua relazione sull’approccio mission-oriented alle politiche di ricerca e innovazione.

La relazione di Mazzucato – presentata giovedì 22 febbraio al commissario per la ricerca e l’innovazione Carlos Moedas – è l’ultimo di una serie di contributi raccolti dalla Commissione nella fase che precede la proposta formale per il prossimo Programma Quadro (FP9),  che l’esecutivo europeo presenterà il prossimo giugno.

La Commissione ha inoltre lanciato una consultazione che invita gli attori della R&I a dire la loro sulla relazione Mazzucato e a fornire i propri suggerimenti per possibili missioni future.

Un approccio mission-oriented alle politiche R&I – è l’opinione di Mazzucato – può essere più facilmente comprensibile ai cittadini europei, può stimolare la ricerca e l’innovazione in diversi settori, essere di incentivo alla crescita economica e contribuire alla risoluzione di alcune tra le maggiori sfide della società.

Sono cinque i criteri chiave raccomandati da Mazzucato per la selezione delle missioni:
• La missione deve poter ispirare il cittadino comune e avere un’ampia rilevanza sociale.
• La missione deve essere un obiettivo ambizioso e – al tempo stesso –  prevedere attività di ricerca e innovazione realistiche.
• La missione deve promuovere un’innovazione interdisciplinare e intersettoriale.
• La missione deve avere una direzione chiara e misurabile, e un arco temporale definito.
• La missione deve poter prevedere soluzioni diverse e di tipo bottom-up.

Scarica qui la relazione: Mission-Oriented Research & Innovation in the European Union – A problem-solving approach to fuel innovation-led growth

Bilancio UE post-2020: gli scenari della Commissione

In vista della riunione informale dei leader UE programmata per il prossimo 23 febbraio, la Commissione europea ha delineato, lo scorso 14 febbraio, diverse opzioni – e i relativi effetti finanziari – per un nuovo e moderno bilancio a lungo termine dell’UE (Multiannual Financial Framework) in grado di realizzare efficientemente le priorità dell’Unione dopo il 2020.

La comunicazione della Commissione ha essenzialmente l’obiettivo di quantificare l’impatto finanziario delle diverse scelte programmatiche possibili: è importante,  sottolinea l’esecutivo di Bruxelles, che i leader si accertino delle implicazioni concrete delle loro scelte in termini di finanziamenti a livello dell’UE.  Queste non sono le proposte della Commissione, tiene a precisare la comunicazione, bensì scenari delineati sulla base di idee presentate nel dibattito pubblico e finalizzati a orientare la riflessione, a stimolare la discussione e a fornire una solida base fattuale per operare le scelte importanti che ci si prospettano.

Per esempio, i tre scenari relativi alla dotazione finanziaria del prossimo Programma Quadro (FP9) – e le relative conseguenze in termini di impatto socio-economico – sono ben delineati in questo specchietto:

Background e prossimi passaggi

Nella loro riunione del 23 febbraio i leader dell’Unione europea discuteranno di come garantire che le priorità che hanno fissato per l’Unione il 16 settembre 2016 a Bratislava e il 25 marzo 2017 nella dichiarazione di Roma possano essere adeguatamente finanziate e quindi trasformate in realtà. Fissare priorità comuni e dotare l’Unione dei mezzi per attuarle sono elementi tra loro inseparabili.

Nei prossimi mesi, poi, al più tardi all‘inizio di maggio 2018, la Commissione presenterà la propria proposta formale relativa al prossimo bilancio a lungo termine dell’UE (MFF post-2020). La Commissione, nel frattempo, continuerà ad ascoltare tutte le parti interessate, anche mediante le consultazioni pubbliche sulle priorità dell’UE avviate nel gennaio 2018.

FONTE: Commissione Europea

EIC: Raccomandazioni finali dal gruppo degli innovatori

Il 24 gennaio, l’High Level Group of Innovators ha pubblicato le proprie raccomandazioni conclusive sulla creazione del futuro Consiglio Europeo per l’Innovazione (EIC). Il nuovo EIC, è il messaggio principale della relazione Europe is back: Accelerating breakthrough innovation, dovrebbe avere l’obiettivo di sostenere e finanziare l’innovazione radicale dalla fase di start-up a quella di scale-up.

Le raccomandazioni del gruppo dei 15 innovatori – istituito un anno fa –  saranno prese in considerazione dalla Commissione nelle proposte per il futuro programma quadro di ricerca e innovazione (post-Horizon 2020), che l’esecutivo europeo presenterà a giugno prossimo.

Il futuro EIC, secondo il gruppo degli Innovatori, dovrebbe erogare finanziamenti in modo flessibile e semplificato, tenendo innanzitutto conto delle esigenze dell’innovatore e incentivando gli investimenti privati. È più che mai necessario, proseguono le conclusioni, far conoscere meglio i successi europei nel campo dell’innovazione e sfruttare maggiormente gli ecosistemi europei, affinché le imprese davvero innovative possano tranne vantaggio dalle competenze e dai partenariati di tutta Europa.

Il Commissario Moedas ha accolto favorevolmente le conclusioni del gruppo, notando che esse daranno un contributo significativo alla creazione del nuovo EIC nell’ambito del Programma Quadro post-2020. La relazione è stata presentata per la prima volta da Moedas al presidente francese Emmanuel Macron in occasione del World Economic Forum di Davos.

FP9: Moedas al Parlamento Europeo

Si è tenuto martedì 23 Gennaio, presso la Commissione Industria, Ricerca, Energia del Parlamento Europeo, il consueto scambio di opinioni tra gli eurodeputati e il Commissario per la Ricerca e l’Innovazione Carlos Moedas. L’intervento di Moedas ha fatto il punto sul processo di valuazione intermedia di Horizon 2020 – ufficialmente chiuso dalla comunicazione della Commissione dell’11 gennaio scorso – e ha fornito indicazioni importanti sul percorso che porterà all’adozione del Programma Quadro post-2020 (FP9).

Horizon 2020 si afferma sempre più come grande storia europea di successo, ha ribadito Moedas dando conto dei principali messaggi emersi dalla comunicazione. Il Commissario ha aggiunto che la dotazione finanziaria del programma rimane non sufficiente per assorbire e finanziare l’alto numero di proposte di qualità presentate e che gli obiettivi di lungo termine – in prospettiva FP9 – restano la «massimizzazione» dell’impatto e l’ulteriore apertura e semplificazione del programma.

La proposta della Commissione per il prossimo Programma Quadro verrà presentata, orientativamente, entro metà del 2018, ha detto Moedas, ricordando però che la tempistica dell’iter legislativo di FP9  dipenderà dal processo di approvazione del Quadro Finanziario Pluriennale post-2020 (la Commissione si è impegnata a presentare la proposta sul bilancio entro maggio di quest’anno). L’intenzione della Commissione sembra quella di definire gran parte della programmazione post-2020 entro la legislatura attuale. 

Moedas non ha risparmiato agli eurodeputati qualche anticipazione sui contenuti del programma post-2020. FP9 manterrà – questa sarà la proposta della Commissione – una struttura a tre pilastri: il primo e il terzo – Open Science e Open Innovation (denominazioni provvisorie) – ad approccio bottom-up; il secondo – Global Challenges – ad approccio top-down. Con tutta probabilità, saranno i pilastri Global Challenges e Open Innovation ad “ospitare”, rispettivamente, l’approccio mission-oriented e il nuovo European Innovation Council, due tra le novità più attese del prossimo programma.

FP9: la posizione italiana

Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) ha pubblicato i due documenti che illustrano la posizione italiana su alcuni punti fondamentali del futuro programma quadro europeo di ricerca ed innovazione (FP9): un documento di posizionamento, Italy position statement on the interim evaluation of Horizon 2020 and the next framework programme for the European Research,  e un documento strategico di supporto,  A Vision Document in support of the Italy Position Statement on the Interim Evaluation of Horizon 2020 and the Next Framework Programme for the European Research.

I due documenti nascono da una consultazione pubblica, realizzata nel 2017, rivolta a tutti i  registrati nella banca dati dei ricercatori nazionali, del settore pubblico e privato. La consultazione ha raccolto il parere dei ricercatori italiani su Horizon 2020 – a poco più di tre anni dal suo avvio – e sulle caratteristiche più auspicate (non volute) del prossimo Programma Quadro.

Verso FP9: Comunicazione della Commissione

L’11 gennaio, la Commissione Europea ha pubblicato la comunicazione sulla valutazione intermedia di Horizon 2020, che delinea i punti di vista su come sfruttare al massimo l’impatto del prossimo Programma Quadro per la ricerca e l’innovazione (FP9).

La comunicazione riassume i principali risultati della valutazione intermedia di Horizon 2020, in settori quali la cooperazione internazionale, le sinergie con altri programmi e politiche dell’UE, gli sforzi continui per semplificare il panorama di sostegno alla ricerca e all’innovazione europee. I possibili miglioramenti e orientamenti per il futuro riflettono sostanzialente le raccomandazioni del rapporto del Gruppo di Alto Livello presieduto da Pascal Lamy.

Tra le modalità per aumentare l’impatto del Programma Quadro, la Commissione fa riferimento esplicito all’approccio mission-oriented, che mira alla risoluzione di problematiche specifiche entro un determinato lasso temporale. Altri messaggi chiave della comunicazione includono la necessità di aumentare il coinvolgimento reale dei cittadini e il sostegno a innovazioni di tipo radicale. I legami concreti con altri programmi di finanziamento dell’UE dovrebbero essere approfonditi e l’Open Science rafforzata.

Tenendo conto delle lezioni ricavate e delle indicazioni per il futuro fornite nella comunicazione, la Commissione dovrebbe presentare entro la metà del 2018 le proposte legislative per FP9.

Consultazioni pubbliche sul bilancio UE post-2020

Come anticipato a settembre scorso dal presidente Juncker nel suo discorso annuale sullo stato dell’Unione Europea, la Commissione presenterà a maggio 2018 la proposta per il prossimo bilancio a lungo termine dell’UE, il quadro finanziario pluriennale (QFP) per il periodo successivo al 2020.

In vista di tale scadenza, lo scorso 11 gennaio la Commissione ha aperto una serie di consultazioni pubbliche sulle priorità dell’UE che dovrebbero riflettersi nel QFP post-2020. Ciò fa seguito alla pubblicazione il 28 giugno 2017 del documento di riflessione della Commissione sul futuro delle finanze dell’UE e il 1° marzo 2017 del Libro bianco sul futuro dell’Europa della Commissione, in cui si incoraggiavano tutti i cittadini a partecipare al dibattito sulle principali decisioni che incidono sul nostro futuro comune.

I cittadini hanno tempo fino all’8 marzo per dire in quali ambiti secondo loro l’UE ha il maggiore valore aggiunto e dove dovrebbe concentrare il proprio potere d’investimento per massimizzare l’impatto di ogni euro investito. Una delle consultazioni invita i cittadini a dire la loro sui finanziamenti europei nel settore della ricerca, dell’innovazione, delle PMI e del mercato unico (area nella quale ricade il Programma Quadro di R&I). 

L’esito delle consultazioni alimenterà la riflessione in corso sul prossimo QFP insieme alle proposte e alle idee già espresse dagli Stati membri, dagli enti locali e dalle parti interessate private.

Fonte: https://ec.europa.eu/italy