Horizon Europe: raggiunto il primo accordo tra le istituzioni ue

È stato chiuso nella notte di mercoledì 19 marzo l’accordo provvisorio tra Commissione, Parlamento e Consiglio (provisional agreeement) su Horizon Europe, il programma quadro di R&I dell’UE 2021-27. L’accordo di stanotte arriva dopo dieci mesi di esame legislativo del dossier – la proposta della Commissione risale a giugno 2018 – e tre mesi di intenso negoziato (sei triloghi informali in poco più di due mesi); e consente alle istituzioni UE di raggiungere l’obiettivo previsto all’inizio del percorso: chiudere un accordo politico su gran parte del testo del prossimo programma prima della fine della legislatura in corso e delle elezioni europee del prossimo maggio.

Cosa c’è nell’accordo (e cosa non c’è)

L’accordo chiuso stanotte definisce un testo legislativo «consolidato» del prossimo programma, che comprende, tra le altre cose: gli obiettivi generali e specifici, la struttura e l’articolazione in pilastri, le denominazioni dei cluster, le possibili aree per missioni e partenariati e i criteri per individuarli e definirli, le regole di partecipazione e finanziamento, le norme su etica e sicurezza, i criteri di valutazione, la struttura, gli obiettivi e i contenuti dello European Innovation Council.

Dall’accordo provvisorio restano invece fuori gli aspetti orizzontali, soggetti all’accordo generale sulla programmazione UE 2021-27: il bilancio complessivo del programma e la sua ripartizione interna; le norme sull’associazione dei paesi terzi; le sinergie con gli altri programmi settoriali.

Cosa succede ora

L’accordo provvisorio chiuso stanotte, che sarà approvato formalmente nelle prossime settimane sia dal Parlamento sia dal Consiglio, e la definizione di un testo legislativo «consolidato» è quanto attendeva la Commissione europea per far partire la pianificazione strategica di Horizon Europe, il processo che dai testi legislativi porterà alla definizione dei Programmi di lavoro e dei primi bandi di finanziamento del prossimo programma.

Sul piano legislativo, alla chiusura dell’accordo e alla sua approvazione formale in Parlamento e Consiglio non seguirà l’adozione finale del testo. Il negoziato proseguirà nei primi mesi della prossima legislatura – protagonisti la nuova Commissione e il nuovo Parlamento – per definire le parti non coperte dall’accordo provvisorio.

I comunicati stampa della Commissione e del Parlamento

I primi approfondimenti sui contenuti dell’accordo, nel prossimo numero di APREbrussels, la voce da Bruxelles per i Soci APRE.

Il Punto su Horizon Europe (Marzo 2019)

Questo articolo è una sintesi della sezione “Horizon Europe” contenuta nel N.2 di APREbrussels, il nuovo canale d’informazione dedicato ai Soci APRE che arriva direttamente da Bruxelles. APREbrussels racconta e spiega, una volta al mese, le cose che accadono nella capitale dell’UE nel mondo R&I (nelle istituzioni e non solo), parlandovi al tempo stesso delle cose che APRE fa a Bruxelles e del perché le fa da qui. 

Regolamento e decisione – Premessa: il dossier Horizon Europe si compone di due parti (atti legislativi) principali: un regolamento sul programma quadro e una decisione sul programma specifico. La distinzione è importante, perché i due atti viaggiano sì su binari paralleli, ma a velocità diverse. Cosa c’è nel regolamento? Tra le altre cose: gli obiettivi del programma, la struttura, il bilancio e la sua ripartizione interna, i criteri per individuare missioni e partenariati, i criteri per l’associazione dei paesi terzi al programma, le regole di partecipazione e finanziamento, le norme su etica e sicurezza, i criteri di valutazione. Cosa c’è nella decisione? Tutti gli elementi per attuare e governare il programma (i criteri per la pianificazione strategica) e – soprattutto – le linee di attività nel dettaglio per tutti i temi di Horizon Europe. Dunque: quando parliamo di regolamento, ci riferiamo al programma quadro (e viceversa). Quando parliamo di decisione, ci riferiamo al programma specifico. Fine della premessa.

L’avvio dei negoziati – Il cammino legislativo del dossier è entrato in una fase nuova in questo inizio anno. Parlamento e Consiglio (gli Stati Membri dell’UE) si sono pronunciati a fine 2018 rispondendo ufficialmente (reagendo) alla proposta della Commissione del giugno scorso e hanno definito così le rispettive posizioni in vista del negoziato interistituzionale. Con una differenza decisiva: Il Parlamento ha reagito su entrambi gli atti, Il Consiglio ha detto come la pensa solo su una parte del regolamento. I passaggi di fine anno in Parlamento e Consiglio hanno reso possibile l’avvio dei negoziati – i cosiddetti triloghi informali, i momenti di confronto istituzionale tra Commissione, Parlamento e Consiglio che hanno come obiettivo alla definizione di un testo condiviso –, ma solo sul regolamento / programma quadro. Finora abbiamo avuto tre triloghi: i primi due il 12 e 29 gennaio, il terzo il 21 febbraio.

Programma Quadro: dove siamo – L’obiettivo del negoziato in corso tra Commissione, Parlamento e Consiglio è arrivare, prima delle elezioni europee di maggio, a un accordo provvisorio di forte valore politico sul testo del programma quadro, che tenga dentro: gli obiettivi del programma, la struttura e l’articolazione in pilastri, le denominazioni dei cluster, i criteri per individuare e definire missioni e partenariati, le regole di partecipazione e finanziamento, le norme su etica e sicurezza, i criteri di valutazione, la struttura, gli obiettivi e i contenuti dello European Innovation Council. Il compromesso è diventato più probabile dopo il trilogo del 21 febbraio, durante il quale si sono fatti passi avanti importanti proprio sulla struttura, gli obiettivi e i contenuti dell’EIC. Gli ultimi due triloghi sono fissati il 7 e il 14 marzo e saranno decisivi per chiudere l’accordo, che dovrà essere poi approvato sia dal Parlamento (in Commissione ITRE e in seduta plenaria), sia dal Consiglio (in sede di Coreper, il Comitato dei rappresentanti permanenti che riunisce gli ambasciatori presso l’UE dei 28 stati membri). 

Programma specifico: dove siamo – Sul programma specifico, solo il Parlamento ha detto la sua, a dicembre: il Consiglio si fa attendere. Non sono arrivate novità definitive dal Consiglio Competitività Ricerca del 19 febbraio (qui le conclusioni della riunione): i ministri hanno dato via libera a una relazione intermedia e dibattuto un documento elaborato dalla Presidenza romena. Il dibattito tra i 28 si è concentrato in particolare sulle aree per missioni e partenariati, sul processo di pianificazione strategica e sulle caratteristiche generali dello European Innovation Council. I ministri – questa la conclusione politica più significativa del Consiglio – hanno dato un via libera sostanziale a cinque possibili aree tematiche per le missioni e a otto possibili aree tematiche per i partenariati istituzionalizzati (da queste ultime dovrebbero venir fuori le nuove Joint Undertakings – i partenariati tra UE e industria istituiti sulla base dell’articolo 187 del TFEU – e le nuove Public-Public Parternships – i partenariati tra UE e stati membri basati sull’articolo 185). Abbiamo parlato di un via libera sostanziale e non formale, ma la fase molto avanzata del dibattito in Consiglio fa pensare che le aree da cui verranno fuori missioni e nuovi partenariati in Horizon Europe saranno queste (le trovate a pagina 6 e 7 del documento discusso dai ministri). 

Che succede ora – La novità dell’ultimo mese è che tutto sembra tenersi: negoziato istituzionale sul programma quadro, trattative in Consiglio sul programma specifico, disputa sulla base legale di quest’ultimo. Si tratta di una corsa contro il tempo, perché i passaggi in Parlamento devono arrivare entro l’ultima sessione plenaria della legislatura, fissata il 18 aprile. Dunque: Parlamento e Consiglio tentano di chiudere l’accordo sul programma quadro entro metà marzo. Nel frattempo, il Consiglio deve rifinire a livello tecnico (in sede di Coreper) i dettagli del programma specifico (gli ambasciatori dei 28 dovranno tener conto del via libera politico avuto dai ministri al Consiglio del 19 febbraio) e attendere il parere del Parlamento: a quel punto, anche su questo secondo pezzo di Horizon Europe l’accordo sarebbe a portata di mano. È ciò che aspetta (e spera) la Commissione europea – un accordo istituzionale su entrambi i dossier – per far partire la pianificazione strategica, il processo di implementazione di Horizon Europe.

Breakthrough and collaborative research for Europe’s future: report “Deep tech Deep Science Deep Mind”

The EU shall continue supporting low-TRL collaborative and interdisciplinary research in the post-2020 R&I Programme (Horizon Europe) with dedicated instruments and funding schemes, taking into account the lessons drawn from the Horizon 2020 Future Emerging Technologies Programme, according to experts and policymakers who gathered in Brussels last January 31.

The High-Level RoundtableDeep-Science, Deep-Tech, Deep-Mind: The Role of Emerging Technologies and Innovation Ecosystems in Horizon Europewas organised by APRE – Italian Agency for the Promotion of European Research and CNR – National Research Council of Italy, in collaboration with the European Commission. The workshop gathered more than 50 participants from European institutions, Member States and Associated Countries delegates, experts from academia, research and industrial associations, including Thomas Skordas, (Director ‘Digital Excellence and Science Infrastructure’ at European Commission DG Connect), Neville Reeve (Policy Development and Coordination at European Commission DG Research & Innovation) and Tommaso Calarco (Director of the Institute for Quantum Control of the Peter Grünberg Institute at Forschungszentrum Jülich).

The round-table was the occasion to stimulate a debate around the relevance of interdisciplinary and collaborative breakthrough research and innovation, and modalities for effective continuation within Horizon Europe, while the legislative process of the dossier is ongoing at interinstitutional negotiations level. Participants also discussed trends towards deep-tech in the current and next EU R&I Programmes and implications at project and programme level.

Read and download the full Roundtable Report

Some key recommendations emerged from the stakeholder debate and were summarised in a report. Participants reaffirmed the importance to have a dedicated window for interdisciplinary and collaborative breakthrough research with a bottom-up approach in Horizon Europe’s structure, built on the model of the Horizon 2020 FET Open scheme. In this respect, a strong emphasis was put on the risk that the shift of FET scheme from the science-oriented pillar to the new European Innovation Council Pathfinder might distort the nature of the support.

FET Flagships were recognised as an excellent instrument in strengthening S&T cooperation between the Union and its partners, unifying the R&I community and Member States around a common research agenda and delivering benefits for society in a jointly coordinated effort. Participants requested that the current Horizon 2020 FET Flagships (Human Brain Project, Graphene, Quantum Technologies) should be maintained as such in Horizon Europe, while arguing that current CSA Preparatory Actions for future FET Flagships, which will start at the beginning of March, might be considered for continuation in the form of other EU R&I instruments, namely R&I Missions or Institutional Partnerships

Horizon Europe: le posizioni di Parlamento e Consiglio UE

Il Parlamento europeo e il Consiglio dell’UE hanno approvato le proprie posizioni relative a Horizon Europe, il Programma Quadro UE per la R&I 2021-2027, rispondendo ufficialmente alla proposta della Commissione europea del giugno scorso e definendo così le rispettive posizioni in vista del negoziato inter-istituzionale.

Il 12 dicembre, il Parlamento europeo ha approvato in sessione plenaria, ad ampia maggioranza, le due relazioni – la prima sul regolamento (programma quadro e regole di partecipazione e diffusione; relatore: Dan Nica), l’altra sulla decisione (programma specifico; relatore: Christian Ehler) –, confermando in larghissima parte i contenuti del voto in Commissione ITRE del 21 novembre. I testi finali del Parlamento Europeo sono disponibili alle pagine seguenti: regolamento e decisione.

Il 30 novembre, invece, Il Consiglio dell’UE (Competitività) ha pubblicato l’Orientamento Generale Parziale (Partial General Approach) sul regolamento / programma quadro (esprimendo una posizione comune su una parte degli articoli del testo) e una relazione intermedia (Progress Report) sulla decisione / programma specifico. I documenti finali del Consiglio Competitività sono disponibili ai due link seguenti: Partial General Approach e Progress Report.

Cosa succede ora (prima delle elezioni europee)

I passaggi in Parlamento e Consiglio segnano una tappa importante nel processo di approvazione di Horizon Europe, chiudendo la prima fase del percorso legislativo (che si era aperta il 7 giugno scorso con la presentazione della proposta della Commissione europea). Le tre versioni di Horizon Europe ora sul tavolo (la proposta della Commissione, le relazioni del Parlamento, la reazione parziale del Consiglio), dovrebbero dar vita – da gennaio – al negoziato inter-istituzionale (o trilogo informale), per arrivare a un testo condiviso e ai contenuti definitivi del programma. Se è certo che l’adozione ufficiale di Horizon Europe – così come del Bilancio Pluriennale 2021-2027 – verrà rinviata a dopo le elezioni europee, l’obiettivo politico minimo delle istituzioni (Commissione e Parlamento in primo luogo) resta il raggiungimento di un accordo su ampie parti del programma prima della scadenza elettorale di maggio.

La posizione del Parlamento

Le relazioni del Parlamento introducono novità importanti rispetto alla proposta della Commissione europea, venendo tra l’altro incontro a gran parte delle raccomandazioni avanzate da APRE nei mesi scorsi, e delle proposte emendative presentate dal GIURI, il network degli stakeholder italiani R&I a Bruxelles, che APRE coordina. In particolare, la posizione del Parlamento (elenco non esaustivo):

  • fissa il bilancio complessivo di Horizon Europe a 120 miliardi di euro in prezzi 2018, pari a 135,2 miliardi in prezzi correnti (rispetto ai 94,1 proposti dalla Commissione europea);
  • ripropone lo Strumento PMI di Horizon 2020 come schema orizzontale al secondo pilastro di Horizon Europe, con un accento esplicito sull’innovazione incrementale, una dotazione finanziaria di 2,5 miliardi di euro e una struttura in fasi differenziate;
  • definisce più chiaramente il processo di pianificazione strategica, proponendo che il piano strategico venga adottato ogni due anni per mezzo di un atto delegato, in seguito a una consultazione ampia e trasparente e con il coinvolgimento degli Stati Membri, del Parlamento e della comunità degli stakeholder R&I;
  • propone una definizione maggiore dei criteri per la selezione delle missioni di R&I, stabilendo inoltre di dedicare alle missioni un massimo del 10% del bilancio del secondo pilastro per i primi due anni del programma;
  • propone che le FET Flagships attualmente esistenti e supportate in Horizon 2020 (Human Brain Project, Graphene, Quantum Technologies) vengano mantenute come tali in Horizon Europe e che per le altre FET Flagships che verranno lanciate entro la fine di Horizon 2020 venga considerata la prosecuzione come missioni di R&I;
  • scorpora il Cluster 2 del secondo pilastro proposto dalla Commissione (“Inclusive and Secure Societies” in due cluster differenti (“Inclusive and Creative Society” e “Secure Societies”).

La posizione del Consiglio UE

Come accennato, la posizione degli Stati Membri non include (o lascia indefinite) deliberazioni su argomenti importanti del prossimo programma (ad esempio su: bilancio e sua ripartizione interna, sinergie, pianificazione strategica, ecc.). Elementi significativi di novità si ritrovano anche nella reazione – sebbene parziale – del Consiglio (elenco non esaustivo):

  • separa il Cluster 4 del secondo pilastro proposto dalla Commissione (“Climate, Energy and Mobility”) in due cluster differenti (“Climate and Energy” e “Mobility”). Si allinea inoltre al Parlamento nella separazione del cluster 2 (le denominazioni sono però differenti: “Culture and Inclusive Society” e “Civil Security for Society”).
  • rinomina il cluster 3 “Digital and Industry” in “Digital, Industry and Space” e il cluster 5 “Food and Natural Resources” in “Bioeconomy, Food, Natural Resources and Environment”;
  • recupera all’interno dell’EIC Accelerator alcuni elementi dello Strumento PMI; ad esempio, ponendo un accento maggiore sul carattere mono-beneficiario dello schema e sul grant come forma privilegiata di finanziamento.
  • fissa un tetto (teorico, del 49.9%) per la quota di bilancio da assegnare al complesso degli strumenti di partenariato, stabilendo che più della metà della dotazione finanziaria del secondo pilastro debba essere allocata a strumenti diversi dalle partnerships.

Horizon Europe: Primo voto in Parlamento europeo

La Commissione ITRE (Industria, Ricerca, Energia) del Parlamento Europeo ha approvato oggi, mercoledì 21 novembre, i progetti di relazione relativi a Horizon Europe, il Programma Quadro UE per la R&I 2021-2027. I due progetti di relazione – uno relativo alla proposta di regolamento (programma quadro e regole di partecipazione e diffusione, l’altro alla proposta di decisione (programma specifico) – sono stati approvati a larga maggioranza, rispettivamente con 60 voti a favore, 1 voto contrario e 3 astensioni (regolamento), e 61 voti a favore, 1 voto contrario e 1 astensione (decisione).

testi finali della Commissione ITRE sono disponibili ai due link seguenti: regolamento e decisione

Il contesto e i prossimi passaggi

Il voto di oggi in Commissione ITRE segna il primo passaggio legislativo ufficiale verso l’approvazione di Horizon Europe, dopo la presentazione della proposta della Commissione europea (7 giugno). I due progetti di relazione parlamentari diverranno definitivi dopo il voto in sessione plenaria – previsto nella settimana del 10-14 dicembre (un passaggio non esclusivamente formale) –  definendo così la posizione del Parlamento in vista del negoziato inter-istituzionale.

Il Consiglio dell’UE (Competitività) reagirà invece alla proposta della Commissione il prossimo 30 novembre. Gli Stati Membri produrranno un Orientamento Generale Parziale sul regolamento / programma quadro (una posizione comune su una parte degli articoli del testo) e una relazione intermedia (Progress Report) sulla decisione / programma specifico.

Le tre versioni di Horizon Europe sul tavolo (la proposta della Commissione, le relazioni del Parlamento, la reazione parziale del Consiglio), dovrebbero dar vita – probabilmente da gennaio – al negoziato inter-istituzionale (o trilogo informale), per arrivare a un testo condiviso e ai contenuti definitivi del programma. In ogni caso, resta al momento improbabile la chiusura di un accordo istituzionale prima delle elezioni europee di maggio prossimo.

La posizione della Commissione ITRE

Le relazioni della Commissione ITRE – che diverranno definitive dopo il passaggio in plenaria a metà dicembre – introducono novità importanti rispetto alla proposta della Commissione europea, venendo incontro a gran parte delle raccomandazioni avanzate da APRE nei mesi scorsi, e delle proposte emendative presentate dal GIURI, il network degli stakeholder italiani R&I a Bruxelles, che APRE coordina.

In particolare, la posizione della Commissione ITRE (elenco non esaustivo): 

• fissa il bilancio complessivo di Horizon Europe a 120 miliardi di euro in prezzi 2018, pari a 135,2 miliardi in prezzi correnti (rispetto ai 94,1 proposti dalla Commissione europea);

• ripropone lo Strumento PMI di Horizon 2020 come schema orizzontale al secondo pilastro di Horizon Europe, con un accento esplicito sull’innovazione incrementale, una dotazione finanziaria di 2,5 miliardi di euro e una struttura in fasi differenziate;

• definisce più chiaramente il processo di pianificazione strategica, proponendo che il piano strategico venga adottato ogni due anni per mezzo di un atto delegato, in seguito a una consultazione ampia e trasparente e con il coinvolgimento degli Stati Membri, del Parlamento e della comunità degli stakeholder R&I;

• propone una definizione maggiore dei criteri per la selezione delle missioni di R&I, stabilendo inoltre di dedicare alle missioni un massimo del 10% del bilancio del secondo pilastro per i primi due anni del programma;

• propone che le FET Flagships attualmente esistenti e supportate in Horizon 2020 (Human Brain Project, Graphene, Quantum Technologies) vengano mantenute come tali in Horizon Europe e che per le altre FET Flagships che verranno lanciate entro la fine di Horizon 2020 venga considerata la prosecuzione come missioni di R&I;

• scorpora il Cluster 2 del secondo pilastro proposto dalla Commissione (“Inclusive and Secure Societies” in due cluster differenti (“Inclusive and Creative Society” e “Secure Societies”).

Bilancio UE 2021-27, la posizione del Parlamento: 135,2 miliardi per Horizon Europe

Mercoledì 14 Novembre, il Parlamento europeo ha approvato la relazione intermedia sul Quadro Finanziario Pluriennale 2021-2027, definendo così la propria posizione negoziale sul prossimo bilancio UE di lungo termine. La relazione è stata approvata con 429 voti in favore, 207 voti contrari e 40 astensioni.

Per il bilancio UE 2021-27, Il Parlamento chiede di stanziare 1493,7 miliardi di euro (in prezzi correnti) – rispetto ai 1279 miliardi proposti dalla Commissione – pari all’1,3% del reddito nazionale lordo dell’Unione Europea «a 27». 

Il Parlamento propone inoltre di dedicare a Horizon Europe 135,2 miliardi (in prezzi correnti), rispetto ai 94,1 miliardi proposti dalla Commissione. 

Il contesto – Cosa c’entra Horizon Europe?

Il Quadro Finanziario Pluriennale è lo strumento di programmazione politico-finanziaria dell’Unione che contiene gli orientamenti generali per tutti i grandi capitoli di spesa (politica agricola comune, politica di coesione, politica di sicurezza e difesa, cooperazione internazionale, ecc.). Il regolamento relativo al QFP è adottato dal Consiglio all’unanimità (è necessario il consenso di tutti gli stati membri) dopo il via libera del Parlamento europeo (secondo la procedura di approvazione, che consente al Parlamento di approvare o respingere in blocco la posizione del Consiglio senza la possibilità di emendarla). 

La Commissione ha presentato lo scorso maggio la proposta per il bilancio UE 2021-2027, prevedendo uno stanziamento complessivo di 1279,4 miliardi, una cifra pari all’1,11% del RNL dell’UE «a 27». La relazione approvata mercoledì definisce la posizione negoziale del Parlamento sul prossimo bilancio UE: le trattative potranno dunque avere inizio non appena il Consiglio avrà raggiunto un accordo su una posizione comune.

Come noto, Horizon Europe è un capitolo del bilancio UE 2021-2027 e la sua approvazione è strettamente legata alla definizione del prossimo QFP. I contenuti e gli elementi finanziari del programma quadro – e di tutti gli atti settoriali – devono essere negoziati e concordati in Consiglio e in Parlamento parallelamente e in coerenza con i regolamenti relativi al bilancio pluriennale. 

La posizione del Parlamento (qui la relazione integrale)

Il Parlamento sottolinea la sua «unità e disponibilità» per i prossimi negoziati con il Consiglio e si rammarica che gli Stati membri non abbiano ancora «compiuto progressi significativi» nella ricerca di una posizione comune. Gli eurodeputati ritengono che la proposta di QFP presentata dalla Commissione europea sia un punto di partenza, ma che il livello proposto «non consentirà all’UE di mantenere i suoi impegni politici e rispondere alle importanti sfide future».

Il Parlamento ha quindi confermato le seguenti priorità:

  • Fissare la dotazione finanziaria del programma Horizon Europe a 135,2 miliardi di euro in prezzi correnti (Commissione: €94,1 miliardi);
  • Rafforzare il piano strategico europeo di investimenti (“Piano Juncker”);
  • Incrementare i finanziamenti per le infrastrutture di trasporto e le PMI;
  • Mantenere il finanziamento delle politiche agricole e di coesione a lungo termine;
  • Raddoppiare le risorse per affrontare la disoccupazione giovanile, triplicare le risorse per Erasmus+;
  • Fissare il contributo dell’UE per gli obiettivi climatici a un minimo del 25% della spesa del QFP, per portarla al 30% il prima possibile, al più tardi entro il 2027.

A che punto siamo con Horizon Europe

Cinque mesi dopo la presentazione della proposta della Commissione e a due anni dalla pubblicazione dei primi programmi di lavoro, i tempi di definizione e approvazione del futuro programma quadro dell’UE di R&I appaiono ancora incerti. L’obiettivo delle istituzioni europee di chiudere la pratica relativa al Quadro Finanziario Pluriennale e agli atti settoriali (programma quadro incluso) entro la primavera 2019 – prima della scadenza elettorale di maggio e del rinnovo di Parlamento e Commissione – pare tuttavia sempre più difficile da raggiungere.

Il negoziato

Il percorso legislativo di approvazione del successore di Horizon 2020 è comunque in pieno svolgimento. Come noto, la Commissione europea ha pubblicato a giugno scorso la propria proposta legislativa, suggerendo di dedicare al programma 94,1 miliardi di euro, poco più del 7% del bilancio di lungo termine dell’UE 2021-2027.

Il dossier è ora all’esame del Parlamento europeo e del Consiglio dell’UE, rispettivamente della Commissione ITRE e del gruppo consiliare Ricerca. Il voto del Parlamento europeo su Horizon Europe è atteso per il 21 novembre in commissione e per il 28 novembre in sessione plenaria. Il Consiglio Competitività presenterà invece il proprio documento di reazione alla proposta della Commissione il 30 novembre (verosimilmente un Orientamento Generale Parziale). I pronunciamenti dei co-legislatori dovrebbero quindi dare il via, tra dicembre e gennaio, ai negoziati inter-istituzionali.

La pianificazione strategica: missioni e partenariati

Alla costruzione di Horizon Europe si somma un ulteriore motivo di incertezza, dato che la definizione del programma – i.e. di due dei suoi elementi caratterizzanti (le missioni di R&I e i nuovi strumenti di partenariato) – dipenderà significativamente dall’esito del processo di pianificazione strategica e dall’adozione del piano strategico, il documento che delineerà nel dettaglio le priorità dell’Unione in tema di ricerca e innovazione – adattandole lungo l’arco della programmazione settennale – e che fornirà pertanto le linee guida politiche ai programmi di lavoro di Horizon Europe. Il livello minimo di definizione dei testi legislativi e la volontà della Commissione di coinvolgere attivamente nel processo le controparti istituzionali e l’ampia schiera dei portatori d’interesse rende la pianificazione strategica – a cui è affidata la fase di attuazione del programma – politicamente più rilevante rispetto al passato.

Tempi, modalità ed esito del processo di pianificazione strategica restano in gran parte ancora da definire e sono oggetto di un’ulteriore trattativa tra Commissione e Consiglio. Su missioni e partenariati, l’accordo istituzionale raggiunto è al momento il seguente: inclusione delle aree tematiche per missioni e partenariati istituzionali all’interno dei testi legislativi (una disposizione non presente nella proposta originaria della Commissione, che si limitava ad enunciare i criteri per la loro individuazione) e scelta su quali missioni lanciare e quali partenariati sostenere affidata al processo di pianificazione strategica vero e proprio.

A pagina seguente: tutti i passaggi e tutti i documenti dalla proposta della Commissione a oggi, e i passaggi previsti per i prossimi mesi

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Horizon Europe: evento MIUR – APRE (Roma, 7 novembre)

La comunità italiana di Ricerca e Innovazione incontra l’Europa – Il MIUR – Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e l’APRE – Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea organizzano un evento pubblico su Horizon Europe, il prossimo Programma Quadro dell’UE.

Data e luogo – L’evento si terrà  il prossimo 7 novembre a Roma (ore 14.15), presso il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo (via Guido Reni 4).

Obiettivi – La giornata intende dare voce alle attese dei protagonisti della R&I italiana “verso Horizon Europe”, suscitare consenso attorno alle priorità nazionali e portarle all’attenzione della Commissione europea.

Protagonisti – L’evento vedrà la partecipazione di rappresentanti istituzionali nazionali ed europei e degli attori italiani della R&I. La comunità italiana avrà modo di confrontarsi direttamente con il nuovo Direttore Generale “Ricerca e Innovazione” della Commissione europea, Jean-Eric Paquet. L’apertura e la conclusione della giornata saranno invece affidate al vice Ministro al MIUR – Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Lorenzo Fioramonti.

Agenda – Il programma della giornata (in versione provvisoria) è disponibile al seguente link.

Registrazioni – A breve verranno comunicate le modalità di registrazione all’evento.

Chi trasferirà ai territori il valore della ricerca europea?

Le nuove imprese sociali al centro di Horizon Europe.  

L’equazione “più ricerca e più conoscenza uguale più sviluppo e più crescita” è vera, ma non per tutti. Interi territori e settori della società sembrano infatti esclusi dalle promesse dell’economia della conoscenza, modello ispiratore delle politiche di innovazione finora più avanzate. Il risultato perverso è che “enormi porzioni di società si sentono estromesse dai benefici della scienza e della ricerca, che pur contribuiscono a finanziare”. Da qui parte la riflessione di Mario Calderini, Professore Ordinario presso la School of Management del Politecnico di Milano e direttore Centro di Ricerca Tiresia, che, in questa intervista, ci guida alla scoperta di una emergente generazione di imprenditori sociali candidati a diventare protagonisti della nuova politica industriale europea.  “Sono loro – afferma – gli interlocutori privilegiati del nuovo Programma Quadro di Ricerca ed Innovazione. Perché sono loro, attraverso le reti che creano, i soggetti in grado di redistribuire il valore della conoscenza laddove l’industria non è più in grado di farlo”.

Partiamo da quello che sembra essere un acquis: il Programma Quadro ha il dovere di potenziare la “responsabilità” della ricerca.

Horizon Europe dovrà porre grande attenzione agli effetti-cascata che possono derivare dalle azioni finanziate e alla rendicontabilità sociale della ricerca, per assicurare che il valore dell’investimento sia compreso da tutti i segmenti della società. Per fare questo, io credo che dovrà trovare il modo di includere le grandi reti sociali e usare queste reti per redistribuire il valore della ricerca su più ampie porzioni di territori e società. Questa è la grande sfida: ricostruire le profonde lacerazioni sociali che trovano in crescenti atteggiamenti di anti-intellettualismo e anti- scientificismo la loro onda lunga. In posti e settori dove c’è ancora industria intensiva di tecnologia e conoscenza, il lavoro di rendicontabilità e restituzione di valore continua a farlo l’industria attraverso nuovi prodotti, salari e posti di lavoro. Ma la grande domanda è: in quei posti o settori in cui l’industria non c’è più anche a causa dell’economia della conoscenza – un esempio su tutti, il Mezzogiorno d’Italia – chi restituisce ai cittadini il valore della conoscenza che essi stessi hanno contribuito a finanziare? Il trasferimento della conoscenza in territori e settori dove non esiste più mediazione industriale è una questione chiave per Horizon Europe. Continua la lettura di Chi trasferirà ai territori il valore della ricerca europea?

La strada (incerta) verso Horizon Europe

L’articolo è in via di pubblicazione sull’APRE Magazine n.8 (Settembre 2018)

Come i lettori dell’APRE Magazine ben sanno, il 7 giugno scorso la Commissione europea ha presentato il pacchetto di proposte legislative per Horizon Europe, il prossimo Programma Quadro di ricerca e innovazione, dando inizio al percorso di adozione del «successore» di Horizon 2020.

A più di tre mesi dalla presentazione della proposta e a poco più di due anni dall’avvio (Horizon Europe partirà ufficialmente il 1° gennaio 2021, con i primi bandi di finanziamento che saranno pubblicati negli ultimi mesi del 2020), i tempi di definizione e approvazione del nono programma quadro appaiono più che mai incerti.

Le ragioni dell’incertezza sono perlopiù di natura politica. La prima è di ordine procedurale e, per così dire, strutturale. L’approvazione di Horizon Europe è strettamente legata alla definizione del prossimo bilancio europeo di lungo termine: il Multiannual Financial Framework (MFF) o Quadro Finanziario Pluriennale (QFP), lo strumento di programmazione politico-finanziaria dell’Unione che contiene gli orientamenti generali per tutti i grandi capitoli di spesa (politica agricola comune, politica di coesione, politica di sicurezza e difesa, cooperazione internazionale, ecc.).

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